Toscana
Strutture riconvertite anche grazie all’aiuto di tante donazioni
Pisa
«Più che economico è stato uno sforzo organizzativo», spiega la dirigenza della Fondazione Monasterio. Tuttavia, riconvertire le strutture e renderle sicure al Covid-19 ha un costo. E queste spese sono state affrontate anche grazie alle donazioni. Per sostenere gli investimenti necessari a realizzare le misure di contenimento del coronavirus, il direttore generale Marco Torre ha potuto contare sulla generosità di altri enti e fondazioni.
L’istituto di Nanoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche e la Scuola Normale Superiore hanno donato la quasi totalità dei propri “dispositivi di protezione individuale” per permettere di affrontare i primi giorni di emergenza sanitaria. Seicento mascherine Ffp3, 1.900 tute, 86.000 guanti, 20 occhiali protettivi, 20 visiere, 10.0000 copriscarpe e 10.000 cuffie che sono risultati decisivi per poter affrontare da subito e in sicurezza la pandemia in un primo periodo in cui reperire questi strumenti nel mercato era difficile se non praticamente impossibile.
Le donazioni della Fondazione Pisa e della Fondazione Marmi di Massa Carrara hanno permesso di acquistare tre ventilatori, tre ecografi e hanno aiutato a coprire alcune spese strutturali. Come quelle richieste dall’ingegner Ottavio Zirilli che ha adeguato l’impianto di areazione per creare il reparto “bolla” e progettato delle nuove porte per consentire i percorsi protetti e isolati per i pazienti a rischio contagio.
A tutto questo si è aggiunto il lavoro fatto dalla dirigenza dell’area di ricerca pisana del Cnr: «Ci siamo dati da subito delle regole per affrontare le emergenze – sottolinea il presidente Giorgio Iervasi –. Abbiamo limitato gli accessi e attivato lo smart working. La battaglia non è vinta ed è ancora lunga ma siamo soddisfatti». —
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