Toscana
«Contributo agli affitti manca ancora il bando per i fondi regionali»
PISA
«Lo scorso 31 marzo, su proposta dell’assessore Ceccarelli, la giunta regionale ha approvato un provvedimento per far fronte alle difficoltà delle famiglie residenti nei comuni ad alta tensione abitativa della Toscana nel pagamento del canone di affitto per evitare loro l’esecuzione di sfratti in corso o attesi». Inizia così un intervento dei consiglieri comunali del Pd Vladimiro Basta e Olivia Picchi. «A questa iniziativa regionale - proseguono - si aggiunge lo stanziamento di ulteriori 46 milioni di euro da parte del governo su proposta della ministra Paola De Micheli. Grazie al primo provvedimento il Comune di Pisa ha già incassato dalla Regione 380mila euro. La delibera regionale prevede che i Comuni, entro il 30 aprile, pubblichino un avviso straordinario per l’accesso al contributo per l’integrazione del canone di locazione destinato ai nuclei familiari che hanno subito, nei primi mesi del 2020, a causa del diffondersi dell’epidemia di Covid-19, una consistente diminuzione del reddito disponibile. Il contributo da erogare alle famiglie pisane sarà calcolato sulla base del 50% del canone di locazione e, comunque, in misura non superiore a 300 euro al mese. Il contributo potrà essere erogato alla stessa famiglia per massimo tre volte consecutive».
«Sono già passati 20 giorni - dicono i due consiglieri - da quando la Regione ha trasferito i soldi al Comune, intanto il sindaco annuncia di aver stanziato altri 150mila euro per far fronte all’emergenza abitativa. E così si dimentica dei soldi già ricevuti e per i quali non sono riusciti ancora a pubblicare il relativo bando. Vogliamo denunciare la demagogia per cui si destinano altre risorse senza utilizzare quelle già incassate. Resta poi il grave danno che il mancato utilizzo dei fondi regionali sta causando a tutti i nuclei familiari che avrebbero dovuto usufruirne rapidamente. Anche da questi atti si capisce la cifra politica di questa giunta e dell’assessore Gambaccini la cui attività è esclusivamente indirizzata verso la propaganda, vedi il caso del viaggio in pullman a Barcellona, e non verso la soluzione dei problemi dei cittadini». —
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