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Pisa

voci discordanti nella maggioranza 

Buscemi: giù le mani dalle fondazioni bancarie

Buscemi: giù le mani dalle fondazioni bancarie

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PISA

«Quel diffuso e ricorrente interesse per le fondazioni bancarie». Così titola un suo intervento il consigliere comunale Riccardo Buscemi (Forza Italia). Una “difesa”, la sua, della Fondazione Pisa dopo che prima il sindaco Michele Conti e poi il deputato Edoardo Ziello, entrambi della Lega, avevano bussato con forza all’ente di via Toselli per chiedere di aprire i forzieri e spargere sul territorio contributi per favorire la ripresa. Non sfugge che si tratti di posizioni opposte all’interno della maggioranza di centrodestra che guida il Comune.

Buscemi scrive di rischio di «alimentare nella gente comune false aspettative. Non si tratta solo di modificare gli statuti delle fondazioni, come qualcuno ha banalmente semplificato, bensì una normativa che parte da lontano. Eppoi, ammesso che ciò possa avvenire, si illude il popolo sottacendo che la maggior parte di questo patrimonio è costituito da immobili, collezioni d’arte, titoli (obbligazioni o azioni), che hanno subìto, come avvenuto per i risparmi dei singoli cittadini, i contraccolpi dei crolli di Borsa. Dispiace perché questi pseudo appelli o proposte non considerano il volano incredibile costituito dalla Fondazioni bancarie che intervengono, con evidenti ricadute positive per le imprese e l’occupazione, nei settori delle attività culturali, del sostegno alle attività sociali ed alla ricerca scientifica e tecnologica».

I numeri, aggiunge Buscemi, «confermano gli effetti positivi anche nella nostra provincia dove operano tre fondazioni (Pisa, Cassa di Risparmio di San Miniato e Cassa di Risparmio di Volterra) che hanno iniettato solo nell’ultimo triennio oltre 40 milioni di euro. Senza dimenticare le risorse straordinarie erogate autonomamente per questa emergenza coronavirus, ben 750.000 euro solo dalla Fondazione Pisa per l’acquisto di ventilatori polmonari, ecografi, tablet e biocontenitori per il soccorso, nonché sostegno alla Caritas. Perché allora questo ricorrente e diffuso interesse per le Fondazioni e per i loro patrimoni? Forse - conclude Buscemi - il tentativo, approfittando dell’emergenza Coronavirus e della vulnerabilità psicologica degli elettori, di condizionare o fare condizionare dalla politica o da altri centri di potere le decisioni delle Fondazioni». —

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