Gioco
Ziello: la Fondazione non resti sorda all’appello di Pisa che tanto le ha dato
Il deputato della Lega chiede un intervento diretto negli aiuti alle famiglie e al sistema economico locale
PISA
«Vorrei avviare un confronto serio sul tema della Fondazione Pisa e più in particolare sui molteplici interventi che potrebbe portare avanti per il sostegno dell’economia locale, a fianco dei sindaci e delle associazioni di categoria, se solo ci fosse la reale volontà di scrollarsi di dosso la fuliggine dell’impassibilità, tipica del grigio burocrate di palazzo che guarda il mondo dall’alto della propria vetta di bambagia, rimanendo totalmente inerte di fronte ai reali bisogni della comunità che a gran voce chiede aiuto». Edoardo Ziello, deputato della Lega, torna a bussare con forza all’ente di via Toselli. «In questo momento di estrema difficoltà, anche per la nostra città, c’è bisogno del sostegno finanziario di tutti gli enti strategici capaci di immettere liquidità diretta o indiretta nel sistema economico, al fine di far ottenere un ristoro a più operatori economici, attraverso il principio del moltiplicatore. Mi si risponderà che questo compito è rimesso principalmente alle banche in senso stretto, con interventi del governo centrale e regionale, e questo è sicuramente vero, ma è altrettanto vero che le fondazioni bancarie hanno un enorme potenziale da spendere nel sostegno dell’economia reale, grazie al grande patrimonio di origine pubblica che vantano, la cui base patrimoniale appartiene alla nostra comunità locale che negli anni, prima dell’infausta legge Amato, lo ha costruito attraverso sacrifici e risparmi».
Ziello aggiunge che «nessuno vuole intaccare l’autonomia della Fondazione», ma «servirebbe maggiore concertazione, poiché non ci si può lavare la coscienza erogando dei contributi al solito ente del terzo settore di cui un membro fa parte della stessa Fondazione. C’è bisogno di maggior coraggio ed impegno perché i nostri cittadini sono in difficoltà e la forza economica per fare qualcosa di importante c’è». Nell’ultimo bilancio consultabile sul sito della Fondazione «che è il consuntivo del 2018 - prosegue il deputato - si vede uno stato patrimoniale totale di 647.457.706, praticamente molto più del doppio del bilancio del Comune di Pisa. Ciò che mi lascia perplesso è la voce relativa ai “compensi e rimborsi spese degli organi statutari” che ammonta a 498.461 euro all’anno: una cifra mastodontica se si pensa alla modesta composizione numerica degli organi statutari. Se solo si destinasse la metà di questa cifra alle famiglie in difficoltà per il pagamento dell’affitto si potrebbe dare una risposta adeguata alle necessità dei tanti nuclei familiari pisani che rischiano di finire in emergenza abitativa: più finalità filantropica di questa non c’è, a meno che qualcuno per “filantropismo” non intenda le solite politiche terzomondiste del tutto sgradite alla maggioranza della popolazione e soprattutto superate dalla storia».
Secondo Ziello «se lo statuto della Fondazione impedisce alla stessa di immettere liquidità nel tessuto economico della città può essere modificato, visto che molte altre fondazioni bancarie italiane sostengono le imprese del territorio. Le richieste che vengono dal sindaco e dal mondo economico e sociale alla Fondazione sono semplici: sostegno agli affitti delle famiglie in difficoltà e alle imprese. Auspico che la Fondazione non rimanga sorda a questo appello e che non si arrocchi nell’alto di Palazzo Blu, poiché altrimenti sarò costretto, insieme ai principali attori istituzionali, economici e sociali della città a raccontare ai cittadini che un colosso economico come la Fondazione si rifiuta di sostenere il sostegno delle famiglie pisane e la ripresa economica della città. Ho depositato un’interrogazione al ministro dell’Economia per sapere quali iniziative intenda intraprendere il governo per coinvolgere il capitale delle fondazioni bancarie nel programma di rilancio economico del Paese». —
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