Il Tirreno

Pisa

il fronte ospedaliero 

Dimezzati i pazienti in rianimazione e da giorni nessun nuovo ricoverato

Pietro Barghigiani
Dimezzati i pazienti in rianimazione e da giorni nessun nuovo ricoverato

Resta in prognosi riservata, ma migliorano le condizioni dello psichiatra Sbrana da un mese in terapia intensiva

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Il picco è superato. Nessuna scena di giubilo che per luogo e condizione dei pazienti sarebbe inopportuna. Ma la consapevolezza di un flusso che sta rientrando nei meandri di una normalità sempre più a portata di mano è un fatto da cui non si prescinde.

Un numero dà il senso di un viatico verso un viaggio che porta a un recupero concreto: la presenza dei pazienti in rianimazione si è dimezzata.

Una quindicina di giorni fa, al massimo dello sforzo nel contenimento della pandemia, c’erano 41 persone tra la vita e la morte. Qualcuna si è arresa andando ad incrementare l’elenco dei decessi che in provincia ha superato cinquanta persone.

Molti altri ricoverati sono rientrati nei reparti per una dimissione con cui è stata certificata la vittoria nella battaglia contro il coronavirus.

«Ora abbiamo 21 pazienti in rianimazione» spiega il professor Fabio Guarracino, direttore del dipartimento di Anestesia e Rianimazione di Cisanello.

«L’altro aspetto positivo è che da diversi giorni non abbiamo ingressi – aggiunge il medico –. E anche dal pronto soccorso so di accessi ridotti senza casi gravi. Adesso, però, dobbiamo stare attenti alla recrudescenza del fenomeno o ai piccoli focolai che potrebbero accendersi. Vanno controllati. Sui rischi ventilati della fase 2 non mi preoccupo in modo particolare. Ormai la gente ha capito che deve convivere e far entrare nella propria quotidianità accorgimenti di protezione personale e stabilire una distanza dagli altri necessaria. Comportamenti impensabili prima del virus. Ma che ora sono la regola».

Nel reparto in cui gli unici rumori sono i macchinari che non hanno niente di umano, ma servono a tenere in vita le persone, sono finiti anche dei medici. La storia a lieto fine del dottor Antonio Iannuzzi “Il Tirreno” l’ha raccontata ieri. Un mese in coma farmacologico e poi il ritorno alla vita.

Un collega, lo psichiatra Alfredo Sbrana, 65 anni, di Cascina, dirigente Asl e direttore della Rems di Volterra, è ancora in rianimazione. Oggi è un mese esatto dall’ingresso nel reparto. L’infezione polmonare ha diminuito la sua aggressività e la situazione è in lento e progressivo miglioramento. Colleghi e amici aspettano la notizia che li libererebbe dall’ansia di saperlo ancora in prognosi riservata. «Svegliati Alfredo, fallo per noi comuni mortali» scrive un’amica sul profilo Fb del medico. —

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di Redazione web