Il Tirreno

Pisa

L'emergenza coronavirus

Silenzio in sal...otto: adesso il concerto è “home made” e lo spettacolo non si ferma

Valentina Landucci
Musicisti della Valdera impegnati in concerto "home made"
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Musicisti della Valdera impegnati in concerto "home made"

Filarmoniche, scuole di musica e piccole band costrette a dire addio agli incontri per le prove, alle feste e alle manifestazioni Ma in tanti non si danno per vinti e con l’aiuto della tecnologia trasformano le case in veri e propri palcoscenici

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PISA. «Una musica può fare, salvarti sull’orlo del precipizio» canta Max Gazzè. E in fondo i canti e i balli di chi sta combattendo il coronavirus dalle prime linee, medici e infermieri dei reparti Covid anche a Cisanello, ne sono la dimostrazione. Ma non ci sono solo le prime linee. C’è una quotidianità stravolta per tantissimi, la maggior parte di noi, nelle piccole e nelle grandi cose.

Così chi sa, chi può, proprio alla musica si affida come farebbe un marinaio con una scialuppa in mezzo a una tempesta. Un po’ perché – direbbe una nota conoscenza pisana, Andrea Bocelli – «Vivo per lei perché mi dà/ Pause e note in libertà», e un po’ perché «The show must go on» cantava Freddie Mercury, anche in provincia di Pisa è un fiorire di originali e tecnologiche esperienze di condivisione sonora e musicale. Visto che di concerti non se ne parla – e purtroppo non se ne parlerà a lungo – come pure di sale e spazi condivisi per provare e fare musica ecco che allora si “aprono” i salotti, le camerette, le cucine. La casa, le case, si trasformano in palcoscenico: le scenografie diventano le librerie con le foto di famiglia, i quadri alle pareti. Internet, videochat, spartiti, strumenti e via.

Lo hanno fatto in questi giorni i musicisti della Filarmonica di Peccioli che proprio quest’anno festeggia 150 anni di storia. E non potendo scendere nelle piazze a festeggiare hanno prodotto un video nel quale ciascun componete suona il proprio strumento. Il brano scelto è “Love is such a beautiful thing” dei Bee Gees. «Nel mondo esistono migliaia di lingue, dialetti, parlate, gerghi – scrive il presidente della Filarmonica, Antonio Marchetti –. E spesso chi parla una lingua non riesce a capire chi parla una lingua diversa. Ma c’è una lingua che invece è universale, uguale per tutti; una lingua che unisce, che avvicina. La lingua della musica, delle note. E allora, oggi ancor di più di sempre, tempo nel quale occorre sentirci vicini anche se lontani, la Filarmonica Peccioli, noi musicisti con il nostro maestro Simone Orsini vogliamo parlare a tutti con questa lingua universale. Crediamo che questo video che abbiamo realizzato sia in questo momento il modo più bello, coinvolgente, emozionante per far sentire a noi stessi e al pubblico la nostra voglia, il nostro desiderio, la nostra certezza, la nostra determinazione e, forse ancor più di tutto il resto, la speranza di tornare prestissimo a fare le nostre prove tutti insieme nella nostra sede, le nostre sfilate per le strade della nostra Peccioli, i nostri concerti nelle piazze della nostra Italia».

E quella della Filarmonicca non è l’unica esperienza del genere. Decine di piccoli e grandi gruppi musicali stanno facendo lo stesso in su e in giù per la provincia. Non importa essere star, nomi affermati nel panorama musicale. Basta condividere la passione e la voglia di stare insieme anche se da lontano. Come hanno fatto gli allievi della Filarmonica Monterosso di Terricciola e di San Martino di Selvatelle. E in particolare i musicisti del gruppo musicale “The Shining Winds”. «Vista l’impossibilità di uscire in questo periodo – raccontano – abbiamo pensato di fare gli auguri di Pasqua a tutti suonando da casa e mettendo insieme tutti in un video». Un, due e tre, via sulle note di Bubamara, celebre colonna sonora di “Gatto nero, gatto bianco” capolavoro di Emir Kusturica.

E per restare in tema di scuole di musica non meno significativa è l’iniziativa del corpo musicale di Pontedera. La Filarmonica Volere è Potere si è organizzata con lezioni musicali online. «Abbiamo condiviso con insegnanti e allievi la necessità di attivare il percorso di lezioni da remoto per non interrompere il percorso formativo – dice Eugenio Leone, presidente della Filarmonica – Certo, aggiunge, si tratta di una procedura che per l’insegnamento di uno strumento comporta non poche difficoltà, il contatto fra docente e allievo è importante, ma le moderne tecnologie, che fino all’altro ieri venivano tacciate di allontanare e isolare le persone, oggi diventano unico mezzo per ristabilire una relazione con i nostri ragazzi, non solamente dal punto di vista didattico, ma anche umano, psicologico e morale».

Platone sosteneva, nel Timeo, che ogni melodia imita la struttura armonica dell’universo e in quanto tale la musica rappresenta una terapia per l’anima, ci consente di ritrovare un equilibrio interiore e con l’universo. Di questi tempi non basta: le cure necessarie sono, purtroppo e prioritariamente, altre. Ma contro lo stravolgimento della nostra quotidianità certo anche la musica può essere un’ottima medicina.

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