Gioco
Il tasso di mortalità cresce a tre cifre in provincia A Calci il record: +900%
L’assenza di incidenti stradali, sul lavoro e delitti non fa calare il numero di morti nei primi 28 giorni di marzo: in 15 comuni pisani è aumentato del 120%
Pisa
Un aumento superiore al 100%, ma il timore è che possa essere anche maggiore. L’Istat ha pubblicato i dati parziali sulla mortalità in Italia dal 1° al 28 marzo e il raffronto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è impietoso: +200% a livello nazionale, +74% in Toscana e +120% in provincia di Pisa.
Numeri impressionanti e, per altro, incompleti: sono infatti calcolati dall’Istituto di statistica sulla base dei dati inviati da sole 1.450 delle 7.904 amministrazioni italiane, da 76 dei 274 Comuni toscani e da 15 dei 37 uffici anagrafe del Pisano. In molte realtà mancano città importanti (nel nostro territorio, ad esempio, Pisa e Pontedera), ma la linea di tendenza che emerge è però chiara: in 28 giorni di emergenza coronavirus la mortalità ha subìto un’impennata. E questo nonostante le misure di contenimento per fermare il virus possano aver disinnescato fattori di rischio tipici della vita pre-Covid come incidenti stradali e sul lavoro.
Le statistiche sono fredde ma possono aiutare a comprendere cosa stiamo vivendo. A partire da quella che è la realtà che emerge nel nostro territorio. Secondo i dati pubblicati dall’Istat il triste record dei decessi spetta al comune di Calci. Tra marzo 2019 e marzo 2020 il tasso di mortalità è aumentato del 900%. L’anno scorso si era registrato un solo morto. Quest’anno sono stati 10 (3 uomini e 7 donne) e questo nonostante nel comune del Lungomonte non si registri nessun decesso per Covid-19.
Stessa situazione anche a Castelnuovo Valdicecina dove l’incremento, nello stesso periodo, è del 500%: nessun morto nel 2019 contro i 5 di quest’anno. Aumenti a tre cifre si registrano a Capannoli (+166%) e Santa Croce sull’Arno (+100%), ma anche a Casciana Terme Lari (+57%), Vicopisano (+50%) e Buti (+40%) i numeri dei decessi sono tutt’altro che rassicuranti. Calcinaia (-36,4%), Crespina Lorenzana (-28%), Montopoli (-11%) e Volterra (-6%) sono in controtendenza. Palaia mostra un dato invariato (7 decessi nel marzo 2019 e altrettanti nel 2020), mentre aumenti più contenuti si registrano a Ponsacco (+38%), San Miniato (+20%), e Cascina (+15%).
Proprio il Comune di Cascina ha pubblicato uno studio su decessi ancora più dettagliato. L’ufficio Statistica ha reso noti i numeri che riguardano l’andamento dei residenti deceduti dal 2016 a oggi nei primi tre mesi dell’anno e il quadro complessivo con gli aggiornamenti demografici, la suddivisione grafica di ogni dato preso in esame nel trimestre raffrontato con l’intero quinquennio sono stati pubblicati sul sito del Comune (https:// www.comune.cascina.pi.it/ it/page/annuari-e-statistiche-popolazione).
Se confrontiamo il primo trimestre del 2016 con quello del 2020 i morti sono passati da 120 a 130. Se il dato lo confrontiamo con il primo trimestre dell’anno scorso vediamo che c’è un segno meno: nel 2019 nello stesso periodo erano morti 136 cascinesi, 133 nei primi tre mesi del 2018, 128 nel 2017.
Nel primo trimestre dell’anno in corso sono morti più maschi (70), esattamente come gli anni passati, fatta eccezione per il primo trimestre del 2018 quando erano morte 73 donne e 60 uomini. Anche il numero complessivo dei deceduti nel primo trimestre ogni mille abitanti (popolazione a inizio dell’anno) è inferiore a quello dello stesso periodo dell’anno scorso, che era stato di circa il 2,90, contro l’attuale 2,80.
Tornando ai numeri assoluti, a gennaio ci sono stati 44 morti contro i 51 del 2019, a febbraio 34 contro i 40 del 2019. Un aumento si nota a marzo (dato più alto dal 2016): 52 contro i 45 del 2019 (il dato dell’Istat è 46 contro 40 ma si riferisce al 28 e non al 31 marzo).
Per quanto riguarda l’età al momento della morte, stando alla statistica, i più colpiti a marzo 2020 sono stati gli anziani da 81 a 90 anni (20), contro i 16 dello stesso mese del 2019, i 23 del marzo 2018 e del marzo 2016, quindi un dato abbastanza stabile negli anni; i morti nella fascia di età tra 71 e 80 anni sono stati 20, quelli con oltre 90 anni sono stati 11.
Numeri che permettono di avere un quadro più preciso rispetto agli altri comuni ma che confermano, ancora una volta, come il mese di marzo segnato dal coronavirus sia un mese di lutti. —
S.C.-G.B.
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