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Pisa

Coronavirus

Suona il campanello dell’emergenza tra le famiglie dei quartieri popolari di Pisa

Danilo Renzullo
La raccolta solidale di generi alimentari nel quartiere di Sant’Ermete
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La raccolta solidale di generi alimentari nel quartiere di Sant’Ermete

Lanciata una petizione che ha già raccolto un centinaio di firme: «Estendere l’accesso ai buoni spesa»

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PISA. «Estendere a tutti i bisognosi la possibilità di accedere ai buoni spesa». Questo, in estrema sintesi, l’appello che ha raccolto già un centinaio di firme con cui i quartieri popolari di Pisa chiedono l’estensione a tutti i nuclei familiari bisognosi dei contributi economici e dei buoni spesa.

«In questo momento di emergenza, i quartieri popolari sono in seria difficoltà a causa della mancanza di un reddito stabile. Molti si sono ritrovati in cassa integrazione o senza impiego, tanti sono invece lavoratori stagionali o operai nelle fabbriche: settori chiusi a seguito dell’emergenza sanitaria. Molti inoltre sono anziani che percepiscono una pensione sociale – si legge nell’appello –. La quasi totalità degli abitanti dei quartieri popolari è seguita dai servizi sociali ai quali si rivolge per cercare rimedi alle difficoltà per far fronte alle varie spese. Avere contatti con gli assistenti sociali per l’erogazione di contributi integrativi è sempre risultata un’azione difficoltosa e in molti casi umiliante e oggi questa difficoltà diventa ancora più evidente. Centinaia di queste famiglie si trovano adesso escluse dai contributi che le istituzioni hanno messo in campo. Non vogliamo avere il rimpianto di non poter mettere nel carrello un pacco di pannolini per i nostri figli, prodotti per l’igiene personale, verdura e frutta perché “non ci bastano i soldi”. A Pisa, da settimane, persone bisognose si affannano per cercare di ottenere contributi economici e buoni spesa necessari alla loro sopravvivenza. Ci sono però grandi problemi – prosegue l’appello –: i prodotti alimentari della Cittadella della solidarietà scarseggiano, mentre la Società della Salute e il Comune hanno promosso una campagna per l’erogazione dei buoni spesa, ma i requisiti di accesso escludono le persone iscritte al servizio sociale. Anche dai contributi per la spesa messi a disposizione dallo Stato attraverso i Comuni saranno esclusi i beneficiari di reddito di cittadinanza (oltre i 300 euro), chi ha una pensione sociale, chi ha fatto richiesta di cassa integrazione. Tutto questo è inaccettabile. Chiediamo che siano revocate le esclusioni dai contributi proposti dal Comune e dalla Società della Salute e che sia formulato un protocollo di emergenza rivolto a tutti coloro che, non per propria scelta, si trovano ad essere seguiti dal servizio sociale. Occorre – è la richiesta – stanziare contributi e buoni spesa per un importo non inferiore a 500 euro per tutte le famiglie iscritte al segretariato sociale».

Per far fronte alle esigenze di tante famiglie, il comitato di quartiere di Sant’Ermete ha intanto avviato una raccolta solidale di alimenti e generi di prima necessità da distribuire a chi ne ha bisogno. La comunità di quartiere ha inoltre attivato un servizio per far fronte alle varie necessità, soprattutto della popolazione anziana: dalle varie commissioni ad un aiuto nella compilazione di domande e richieste burocratiche. —

Danilo Renzullo
 

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