Gioco
Geofor, ogni giorno in 50 non vanno al lavoro e salta la raccolta
Dopo le proteste di San Giuliano, spiega le difficoltà Di Maio: «Problemi organizzativi, ma vogliamo risposte»
SAN GIULIANO. Da una parte ci sono i cittadini, con in testa il loro sindaco, che lamentano continui disservizi. Gli ultimi proprio in questi giorni relativi alla mancata raccolta degli sfalci e del verde. Dall’altra c’è l’azienda che dovrebbe garantire i servizi, Geofor, alle prese con difficoltà organizzative legate anche all’emergenza coronavirus che si traducono in una media giornaliera di 50 operai che non si presentano al lavoro per malattia: in pratica il 21% in meno della forza lavoro che quotidianamente dovrebbe effettuare la raccolta dei rifiuti sul territorio, non solo a San Giuliano. E siccome i disagi vanno avanti da tempo, come pure i richiami da parte dell’amministrazione comunale all’azienda che dovrebbe assicurare i servizi, la vicenda sembra destinata a prendere una piega giudiziaria. O almeno così lasciano presagire le parole del primo cittadino di San Giuliano, Sergio Di Maio. Nel giorno di Pasqua ha deciso di rendere pubblica la lettera ricevuta da Geofor dopo l’ennesima diffida inviata dal Comune.
Nella missiva Geofor spiega che di fronte a una emergenza sanitaria senza precedenti l’azienda, investita dalla pandemia con un caso di positività, ha dovuto gestire le preoccupazioni e le proteste del personale ed ora affronta «tutti i normali servizi ante-emergenza con una minore, imprevedibile e straordinaria, dotazione di personale. Infatti i lavoratori assenti per morbilità sono, dal 18 marzo, oltre 50 al giorno (21%) che si sommano a quelli assenti per altre ragioni». L’azienda ricorda che in provincia di Pisa la quantità di rifiuti prodotti non è diminuita, ma anche con meno forza lavoro i servizi non si sono fermati. O almeno solo in piccola parte. Cosa che, dimostrano le cronache e le diffide, non viene accettata di buon grado. «Nello stress creato dall’esigenza di produrre servizi integrali – scrive Geofor – senza alcuna modulazione emergenziale e senza sapere quali lavoratori effettivamente si presenteranno sul posto di lavoro, dovendo rincorrere a fornitori di mascherine, protezioni e disinfettanti, può accadere che un servizio non urgentissimo possa essere reso con alcune oggettive difficoltà». Geofor se la prende anche con San Giuliano responsabile di una comunicazione che avrebbe indotto le persone «ad esporre ogni tipo di rifiuto senza limiti di quantità», cosa che ha richiesto lavoro in più per la raccolta. E non è tutto: i continui passaggi di mezzi Geofor avrebbero anche suggerito ai sangiulianesi di conferire «quasi ininterrottamente i loro rifiuti».
Accuse alle quali ha fatto seguito, e non poteva non esser così, la dura presa di posizione del Comune, per voce di Di Maio e dell’assessora all’ambiente Daniela Vanni.
«Intanto, noto che il piano su cui pongono la questione riguarda esclusivamente la loro organizzazione interna, non il rispetto o meno degli impegni che si sono assunti e sui quali poggia l’intero servizio che paghiamo profumatamente», afferma Di Maio. «Avrei capito se in tutta Italia avessimo trovato riscontro di situazioni analoghe, ma sui quotidiani di aree profondamente segnate dalla pandemia, come Bergamo o Brescia, leggiamo che “i servizi di raccolta differenziata porta a porta proseguono regolarmente, nel rispetto dei consueti orari e giorni del calendario di raccolta”, e che lo stesso accade in aree vicine alla nostra, ma gestite da altre realtà», aggiunge Vanni.
Il Comune, intanto, aspetta risposte sulle diffide inviate in queste settimane. Ma rinvia anche al mittente le accuse rispetto alle comunicazioni che avrebbero indotto i cittadini a comportamenti inadeguati. «La mia diffida rimane dunque ancora lì, senza una vera risposta – conclude Di Maio –. Forse era semplicemente meglio rispondere che c’erano stati dei problemi organizzativi e che ci si scusava con i cittadini. Geofor doveva giustificare, sul piano dei rapporti con il Comune, perché non fa ciò per cui è pagata. Ma le nostre domande restano ancora una volta senza risposta». —
V.L..
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
