La protesta
Arrivano anche le mascherine regionali, a ogni nucleo familiare ne toccano quattro
A Pisa entrano in azione le associazioni di volontariato per riuscire a completare la consegna entro la settimana
PISA. In distribuzione da martedì 14 aprile sul territorio comunale anche le mascherine acquistate dalla Regione Toscana. La consegna si sovrappone, fino al completamento, con quella delle mascherine del Comune. Al termine scatterà l’obbligo (come da ordinanza regionale) di indossarle in spazi chiusi, pubblici e privati, aperti al pubblico in presenza di più persone, oltre che sui mezzi del trasporto pubblico locale, nei servizi non di linea taxi e noleggio con conducente. Intanto non mancano le polemiche, soprattutto sui tempi di consegna.
Le mascherine in consegna
Lunedì 6 marzo è iniziata la consegna delle 70mila mascherine acquistate dal Comune da parte della Recapiti Ferrari. Alcune zone della città le hanno già ricevute, altre no. L’amministrazione comunale fa sapere che la distribuzione di queste mascherine sarà completata entro la settimana. Oggi comincia anche, da parte delle associazioni di volontariato, la distribuzione di quelle acquistate dalla Regione. Nei giorni scorsi il Comune aveva affidato «la preparazione di 50mila kit di mascherine (da quattro pezzi ciascuno) alla ditta Panapromo Srls di Pontedera», come si legge negli atti della protezione civile, per un costo di circa 6.500 euro.
L’attacco del Pd
«Il Comune di Pisa ha ritirato solo venerdì 10 aprile» le mascherine della Regione», attacca Matteo Trapani, capogruppo del Pd in consiglio comunale, che aggiunge: «A tale ritardo dovranno necessariamente aggiungersi ulteriori giorni per completare la distribuzione dei dispositivi medici ai cittadini pisani, constatata, peraltro, l’assoluta mancanza di adeguatezza, anche nel numero, di quelli forniti precedentemente dal Comune di Pisa, costituiti da un unico tessuto, privi dell’apposito “ferretto” e distribuite in misura di una ogni due persone e solamente in alcune zone della città». Su questo Trapani ha scritto una lettera al presidente della Regione, Enrico Rossi.
La replica
«L’enorme lavoro di logistica in cui sono coinvolti il Comune, la Protezione civile, le associazioni di volontariato probabilmente non è percepito, ma la macchina organizzativa è a pieni giri dall’inizio dell’emergenza», dice il sindaco. «Inviare un camion di mascherine da Firenze in buste da 50 - continua Conti - non è come farle arrivare a domicilio ai 48mila nuclei familiari pisani. I sette giorni che aveva dato la Regione per consegnarle e far scattare l’obbligo era forse un auspicio, sicuramente una tempistica troppo stringente che non teneva di conto dell’enorme lavoro che dovevamo fare. Una tempistica contestata da molti comuni, a partire dal capoluogo di regione. Noi abbiamo scelto di affidare l’imbustamento ad una ditta specializzata. In questo modo, oltre alle 90mila che abbiamo già consegnato ai pisani (20mila nei primi giorni, 70mila a domicilio), ne arriveranno altre 4 a famiglia della partita regionale, in sicurezza e nella cassetta della posta di ognuno. In altri comuni sono già state distribuite, è vero: ci arrivano foto di mascherine buttate nelle cassette della posta senza protezione e senza il rispetto delle norme igieniche». L’assessore alla Protezione civile Raffaele Latrofa aggiunge: «Alle dichiarazioni polemiche in questo momento non mi sento neppure di rispondere, preferendo come sempre continuare a lavorare a testa bassa all’interno di una squadra compatta in un contesto davvero difficile».
La distribuzione
Per la consegna la Protezione Civile comunale ha suddiviso in aree la città affidandole alle associazioni disponibili. Pubblica Assistenza: Oratoio, Putignano, Riglione. Croce Rossa: Porta a Lucca. Misericordia: Cep e via delle Lenze. Swift Water Resue Team Toscana: Porta a Mare. Cisom: San Francesco. Le altre zone, compreso il litorale, saranno coperte da Recapiti Ferrari. —
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