Gioco
Un filmato per l’ultimo saluto al defunto: dalla scelta del feretro all’addio in cimitero
Pisa, il servizio della Pubblica Assistenza per i familiari in quarantena che non possono partecipare alla cerimonia in camposanto
PISA. «Quando si muore, si muore soli» cantava Fabrizio De André. E mai come al tempo del flagello coronavirus il dolore che si somma a dolore fa sentire i suoi effetti al momento del trapasso. Morire in solitudine in un letto d’ospedale senza poter incrociare lo sguardo e ricevere la carezza di un familiare. Ma quello che diventa pena accessoria di una condanna inappellabile è l’impossibilità di accompagnare al cimitero la persona scomparsa. Nessun abbraccio, niente conforto.
La solitudine punisce anche chi resta. Sono le restrizioni che vietano funerali e presenze al camposanto se chi vuole dare l’addio al congiunto è in quarantena. Non resta che l’immaginazione e il pensiero di una tumulazione a cui si parteciperà in un futuro ancora incerto. Sensibilità e tecnologia possono, però, supplire al distacco imposto dall’emergenza sanitaria. L’anello di congiunzione tra il defunto e i familiari sono gli addetti alle onoranze funebri. E così, nell’incontro tra esigenze espresse e disponibilità offerte, può succedere che il momento negato dalle regole sulla pandemia venga comunque restituito sotto altra forma, quella filmata. È un servizio, gratuito, che viene proposto dalla Pages della Pubblica Assistenza di via Bargagna. Un video di due minuti con musica in sottofondo che sintetizza la sequenza dell’addio. Il feretro caricato nel carro funebre.
La bara che viene portata al cimitero, la porzione di terreno sbancata per ospitare la cassa e gli operai con le pale a riempire l’anfratto con una terra che i latini auspicavano lieve sul corpo del defunto. «La distanza può impedire l’ultimo saluto. Ma non l’eterno ricordo» è la chiusa finale del video inviato a chi non può partecipare alla cerimonia intima e spesso deserta. L’assenza di una pietas parzialmente compensata dai fotogrammi in movimento. Luca Giannessi è il responsabile della Pages, società della Pubblica Assistenza che si occupa di onoranze funebri. «Il servizio video è offerto gratuitamente – spiega –. Per chi non può uscire di casa i contatti sono per telefono o via mail. Facciamo vedere le bare e dopo la scelta del modello mandiamo le foto per l’allestimento».
La necessità dello scambio a distanza per le decisioni pratiche del momento va oltre gli adempimenti basici della tumulazione. È qui la tecnologia viene in soccorso ai familiari. «Il video viene girato dal trasferimento della bara fino alla sepoltura – aggiunge Giannessi –. Compresa la presenza del prete per la benedizione. Nel giro di un giorno o due, il tempo di montare e mettere la musica, siamo in grado di mandare la mail con il link. Una password personale consente di accedere al filmato che può essere scaricato e salvato». L’idea della registrazione è nata da un’esigenza. I familiari all’inizio dell’epidemia stavano nelle cappelline in attesa che la situazione si sbloccasse. Ma i tempi si sono rivelati di una lunghezza non più misurabile e così la proposta del video è stata accettata. Almeno sei gli estremi saluti in formato digitale forniti finora dalla Pages ad altrettante famiglie.
Aggiunge Marco Lo Cicero, direttore della Pubblica Assistenza: «Il momento del saluto è irripetibile e vogliamo mettere in condizione il familiare di potervi partecipare. Abbiamo cercato di essere il più possibile vicini alle persone andando anche nelle case per organizzare il funerale. Servizio che è stato molto apprezzato in questo momento dove le persone non si possono muovere, in alcuni casi anche per paura». Un video non è che come essere al cimitero, ma può rispondere al desiderio di accompagnare idealmente il familiare nel suo ultimo viaggio. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
