Il Tirreno

Pisa

Pasqua senza fedeli, regole e controlli anche sulle cerimonie religiose

Sabrina Chiellini
La celebrazione di una messa (Foto d'archivio)
◗
La celebrazione di una messa (Foto d'archivio)

Diverse le segnalazioni di celebrazioni troppo frequentate. Intanto dalla Prefettura di Pisa le indicazioni alle forze dell’ordine

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Le celebrazioni della Pasqua possono essere seguite in streaming da casa. Lo ricorda implicitamente anche il prefetto di Pisa, Giuseppe Castaldo, in una lettera inviata al presidente della Provincia, ai sindaci, al questore, al comandante provinciale dei carabinieri e a quello della guardia di finanza. Dettando le linee dei controlli, il prefetto richiama le esigenze determinate dall’esercizio del diritto della libertà di culto. Parole che aiutano a fare chiarezza su alcune situazioni avvenute durante la Settimana Santa. Non sono infatti mancante le segnalazioni di fedeli e sacerdoti pronti a non seguire alla lettera le regole. In alcuni casi sono stati attivati controlli davanti alla chiese per evitare che si formassero assembramenti, considerato che anche le attività di culto, come si sa, risentono delle limitazioni disposte per il contenimento e la gestione dell’emergenza coronavirus.

In questi giorni, salvo autonoma decisione dell’autorità ecclesiastica, non è prevista la chiusura delle chiese. I fedeli possono recarsi in preghiera ma rispettando le forme di prevenzione. L’ingresso ai luoghi di culto è solo per un numero limitato di fedeli, con il rispetto delle distanze minime. L’accesso in chiesa può avvenire solo in occasione di spostamenti determinati da comprovate esigenze lavorative ovvero per situazioni di necessità. Inoltre la chiesa deve essere situata lungo il percorso. In caso di controllo il cittadino potrà esibire l’autocertificazione.

Le celebrazioni liturgiche possono svolgersi (a porte chiuse) ma senza la partecipazione dei fedeli. Possono entrare solo «i celebranti e gli accoliti necessari per officiare il rito». Nella lettera della prefettura si ricorda che si tratta di attività aperte ad un numero ristretto di persone. E tutto deve avvenire sempre con le opportune distanze e cautele, in modo da non creare assembramenti o situazioni a rischio contagio. Le messe aperte a più celebranti devono essere organizzate con i parroci che stanno ad una certa distanza tra di loro. «Il numero dei partecipanti ai riti della Settimana Santa alle celebrazioni in genere è limitato ai celebranti, al diacono, all’organista, al cantore e agli operatori per la trasmissione», visto che molti parroci ricorrono ai social network o a piattaforme web. Il servizio liturgico è come una “comprovata esigenza lavorativa”.

Ecco che nella sera di giovedì 9 aprile, davanti a una chiesa della provincia sono stati controllati due giovani che si erano occupati della trasmissione della cerimonia e non sono stati sanzionati. Stesse limitazioni per i matrimoni che non sono vietati ma devono tenere conto dei divieti legati al Covid-19. Le limitazioni previste per la Chiesa cattolica si estendono anche a quelle ortodosse e alle celebrazioni legate alla Pasqua ebraica.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web