Il Tirreno

Pisa

la testimonianza della vedova 

«Questa è l’ultima volta che ci vediamo, non tornerò»

sabrina Chiellini
«Questa è l’ultima volta che ci vediamo, non tornerò»

Le parole di Antonio Palumbo, infermiere in pensione e vittima del Covid, alla moglie prima del ricovero in ospedale

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CASCINA

«Questa sarà l’ultima volta che ci vediamo, a casa non tornerò più...». Finché vivrà Annunziata non potrà dimenticare le parole che il marito, Antonio Palumbo, 73 anni, le ha detto stringendole una mano. Si sono detti addio così, dopo una vita insieme. L’infermiere in pensione stava male già da alcuni giorni quando, il 28 marzo, il medico di famiglia ha ritenuto opportuno fare intervenire il 118 a casa di Palumbo, a San Frediano a Settimo. Il dottore sospettava che avesse un’infezione da coronavirus, non c’era tempo da perdere. Da quel momento la situazione è rimasta stazionaria alcuni giorni e poi è precipitata. L’8 aprile l’ultima telefonata dall’ospedale di Cisanello.

«Una dottoressa mi ha telefonato ogni giorno per dirmi come stava – racconta la vedova – noi siamo in quarantena, non potevamo muoverci di casa anche se ormai il nostro isolamento è quasi finito. E poi questo virus non ci permette di stare vicino ai nostri cari quando ci lasciano o quando vengono trasportati all’ospedale. È angosciante, sono i momenti più difficili». Prima di risultare positivo al Covid-19 il pensionato non aveva particolari problemi di salute. «Sì, aveva il diabete e anche qualche problema al cuore – dice la moglie – ma insomma nulla di particolarmente grave. Se non ci fosse stato questo virus oggi sarebbe ancora con noi».

Impossibile almeno finora riuscire a capire come l’infermiere in pensione possa essere stato contagiato. La febbre e la tosse sono arrivate quando ormai la situazione era diventata impegnativa. «All’inizio abbiamo avuto speranze – aggiunge la donna – poi lo hanno messo in dialisi, forse perché non reagiva alle cure. Dopo le sue condizioni sono peggiorate, il suo cuore ha ceduto». Palumbo, oltre ad avere lavorato in alcuni ospedali del Sud, era stato nell’organico del reparto del professor Aldo Pinchera. «La cosa più difficile per me, i figli e per tutta la famiglia è che non possiamo stare vicini nemmeno in questo momento di dolore. Non c’è vicinanza che conforti. Non siamo stati con Antonio alla fine della sua vita e ora siamo qui che aspettiamo di sapere quando possa essere cremato». L’ex infermiere già da tempo, ogni volta che toccava l’argomento della morte, aveva espresso la volontà di essere cremato. Così verrà fatto dopo Pasqua. «Ci diranno come fare ma è tutto così triste...». — sabrina Chiellini

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