Toscana
Il Covid-19 si è impadronito delle chiese i riti della resurrezione sono tutti cancellati
Ecco come cambiano le celebrazioni pasquali in provincia nei giorni della lotta contro il contagio
il triduo sospeso
Il coronavirus cambia anche i riti pasquali della Settimana Santa. Le celebrazioni con la partecipazione dei fedeli sono sospese in tutta Italia, ma la data della Pasqua non varia e «non può essere trasferita». Nella Messa in Coena Domini del Giovedì Santo la lavanda dei piedi, di per sé facoltativa, è stata omessa nelle chiese, mentre le processioni e le altre «espressioni di pietà popolare che arricchiscono» la Settimana Santa e il triduo pasquale, dalle processioni alla Via Crucis, si potranno rimandare «a giudizio del vescovo diocesano in altri giorni convenienti, ad esempio il 14 e 15 settembre», quando la Chiesa celebra la festa dell’Esaltazione della Croce e della Madonna Addolorata.
Sono le «indicazioni generali» e i «suggerimenti» contenuti nel decreto “In tempo di Covid-19” del 19 marzo scorso, inviato alle Conferenze episcopali dalla Congregazione vaticana per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti.
Così stasera salteranno le processioni di Gesù morto in tutte le località, rito sempre molto sentito da credenti e non. Così come ovviamente sono cancellate tutte le rappresentazioni sceniche della passione di Cristo che si tenevano in vari centri. Le vie di Pisa, che avevano ripreso a vivere intensamente la sera del Venerdì Santo, rimarranno rigorosamente lockdown. Da parte sua, l’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto con una lettera pastorale ha informato i fedeli che «quest’anno si riducono in maniera fortissima gli spazi celebrativi e la possibilità di vivere insieme, come comunità cristiane, i misteri della nostra redenzione», ma che «ancora di più siamo chiamati a far crescere a dismisura gli spazi della carità che dal cuore di ciascuno debbono abbracciare tutti». E raccomanda a tutti di partecipare oggi alle 18 al momento di Adorazione eucaristica che il Papa presiederà sul sacrato di San Pietro con la benedizione urbi et orbi, alla quale sarà annessa l’indulgenza plenaria e che verrà trasmesso da TV 2000.
A Ponsacco anche il parroco don Armando Zappolini invita a unirsi a papa Francesco nella Via Crucis, mentre domani sera per la Veglia pasquale e domenica per la Messa di Pasqua (ore 10) provvederà alla trasmissione in diretta streaming. Commenta, don Armando: «Proviamo al legame con il cuore se non nelle persone».
Monsignor Alberto Silvani, vescovo di Volterra, nelle sue 88 parrocchie divise in sei vicariati, ha già da tempo dato disposizioni ben precise. «Sono quelle della Conferenza episcopale toscana – dice don Carlo Gronchi, parroco di Peccioli e vicario della Valdera – quindi nessuna messa e nessun rito coi fedeli. La messa di Pasqua, alle 10 qui a Peccioli, sarà su Facebook».
Anche monsigno Andrea Migliavacca, vescovo di San Miniato, per le sue 91 parrocchie suddivise in 4 vicariati rispetta le disposizioni della Conferenza dei vescovi della Toscana: «Ci siamo riuniti per questo. Purtroppo le celebrazioni sono in tono minore senza concorso di popolo. Ma dobbiamo fare così, dimostrare la nostra piena adesione alle disposizioni dello Stato e la responsabilità di una Chiesa al fianco della gente».
Ha valutato, eccellenza, la possibilità di spostare i riti pasquali al 14 settembre? «Quelli erano suggerimenti per alcuni riti pasquali, ma non sono stati presi in alcuna considerazione».
L’emergenza Covid-19, insomma, ha cambiato il modo di partecipare ad alcune delle messe più importanti della settimana santa, dal rito della Via Crucis alla Santa Messa della domenica di Pasqua: niente rito collettivo in chiesa, ma diretta televisiva e in streaming. —
Paolo falconi
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