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Pisa

Gaia: «Questa scuola a distanza è molto difficile e stressante»

R.g.
Gaia: «Questa scuola a distanza è molto difficile e stressante»

Il parere di una studentessa all’ultimo anno del Carducci alle prese con le incertezze legate all’esame di Stato 

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Il suo ultimo giorno in classe è stato giovedì 5 marzo. Da allora Gaia Fantini, 19 anni a luglio, pisana, non ha visto più né i suoi compagni di scuola, né i suoi insegnanti. La sua vita, come quella di tutti gli altri studenti italiani, è cambiata radicalmente. Le lezioni adesso si fanno online, tutte le mattine, e si cerca di andare avanti, nonostante le innegabili difficoltà, nel migliore dei modi per svolgere il programma e portare a termine l’anno scolastico. Ma per Gaia le preoccupazioni sono maggiori. Frequenta la quinta B, indirizzo scienze umane, del liceo Carducci di Pisa, ed è quindi una dei tanti studenti pisani che dovrà sostenere a breve l’esame di maturità. Una prova per la quale si è preparata con impegno e determinazione per ben cinque anni e che adesso al buio, senza il rituale canovaccio, deve affrontare con tutte le incognite dovute alle restrizioni del Covid-19.

«Sinceramente mai avrei pensato – racconta Gaia – di sostenere la mia maturità in queste condizioni, senza niente di certo su cui basarmi, ancora non sapendo se torneremo a scuola, ma soprattutto con conoscendo come sarà strutturato l’esame. Al momento sembrerebbe solo orale, ma manca l’ufficialità. Quindi siamo in attesa, tra timori vari». E la vita di Gaia resta sospesa, tra studio e pensieri, nella sua casa di Barbaricina, dove affronta insieme ai genitori questa quarantena inevitabile.

Gaia, come vivi questa tua nuova quotidianità senza più la scuola tradizionale?

«In maniera un po’ triste. Mi mancano tantissimo la mia vita e la mia classe. Stare rinchiusa tra le mura domestiche mi pesa molto. Mi mancano i miei amici e i miei compagni di scuola. Io sono figlia unica e nonostante mamma e babbo mi siano vicini, non è la stessa cosa, non poter stare a contatto con i propri coetanei, fare due chiacchiere, insomma fare comunità».

E le lezioni online procedono bene?

«La scuola si è attrezzata da subito con i collegamenti in remoto. Ma questa scuola a distanza per me è molto difficile e stressante. Le lezioni in video chiamata, nonostante l’impegno dei professori sia assiduo, e tra loro in modo particolare quello di Stefano Ceccarelli, nostro insegnante di latino e storia, sempre disponibile ad aiutarci non solo a livello scolastico, ma anche sul piano umano, sono molto dispersive. Non hai la stessa concentrazione che avevi quando eri in classe, insomma è più facile distrarsi, non avendo la persona davanti che ti spiega. Un’esperienza che, ripeto, nonostante l’impegno di tutti, vivo in maniera non serena».

Che cosa ti aspetti da questo esame di maturità?

«Vorrei riuscire a portare a casa un buon voto. Mi sono impegnata molto in questi cinque anni. Ed anche adesso studio, quindi vorrei concludere questo mio percorso nel migliore dei modi. Speriamo quindi che vada tutto bene e parlo della valutazione, visto che, al momento, si parla di un solo orale in videochiamata. Un esame che sicuramente rimarrà per sempre nei miei ricordi».

E i tuoi progetti futuri quali sono?

«Ho un sogno nel cassetto: frequentare la facoltà di Medicina. Quindi a settembre farò sicuramente il test a numero chiuso. Mi hanno detto che è molto selettivo, quindi non sarà una passeggiata, però ci voglio provare. Per la verità mi piace anche la facoltà di Infermieristica. Insomma, per ora, sono orientata verso le professioni sanitarie, poi chissà, magari di qui a dopo l'estate mi viene in mente qualche altra strada». —

R.g.

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