Gioco
«Viviamo della nostra arte e non lavoriamo ma per la nostra categoria non ci sono tutele»
Petra Magoni, cantante ed attrice pisana, è tra le firmatarie dell’appello online degli artisti: «Ferma dal 28 febbraio e non so quando ripartirò»
l’appello
Ha aderito anche Petra Magoni, pisana, nota cantante ed attrice internazionale, alla petizione (che può essere sottoscritta da tutti) lanciata da Change.org sul canale YouTube, insieme a molti suoi colleghi, per raccogliere firme a sostegno di misure economiche per l'intera categoria. Un video, firmato con l’hastag #velesuoniamo, partito da un’idea del trombettista Paolo Fresu, nel quale gli artisti italiani hanno voluto lanciare un messaggio chiaro: noi siamo lavoratori invisibili, senza tutele, a dover fronteggiare un’emergenza senza precedenti. A Petra Magoni si sono uniti Fabio Concato, Karima, Claudio Fasoli, Cettina Donato e molti altri. «Siamo stati tra i primi a perdere il lavoro – afferma Petra –, a casa dal 23 febbraio senza reddito e senza sapere se e quando ricominceremo a lavorare». Una situazione difficile, per tanti, anche per i musicisti, insieme agli operatori del mondo dello spettacolo non strutturati, per i quali da sempre mancano tutele ben precise. «Ci troviamo a vivere in una situazione critica – afferma Petra – ma questo periodo, secondo me, deve rappresentare una pausa di riflessione dalla quale partire per costruire un sistema che tuteli anche noi. È vero, siamo musicisti, ma anche lavoratori. Siamo professionisti che con la nostra arte ci paghiamo da vivere, ma questo non è riconosciuto. Per chi non lo sapesse non abbiamo neanche diritto alla maternità retribuita, alla malattia e alla disoccupazione, mentre le tasse allo Stato le paghiamo regolarmente. A differenza di altri paesi europei dove anche le prove vengono considerate giorni di lavoro».
I lavoratori dello spettacolo propongono quindi di allargare anche a loro la possibilità di percepire un reddito di quarantena e misure che possano concretizzarsi nello stop dei pagamenti di affitti e bollette. «Io ad esempio – continua Petra – ho una persona a casa che mi aiuta, ho due figli e spesso sono fuori per lavoro. Ebbene, non so se potrò continuare con lei un rapporto di lavoro». Eppure la musica è da sempre condivisione e comunità. E proprio per non venire meno a questo principio ispiratore che molti artisti, tra i quali la stessa Petra, hanno voluto aderire ad un’altra iniziativa musicale, lanciata dal dj Gruff , sempre sulla rete, per sostenere Emercency. «Chiediamo tutele future per essere considerati lavoratori a tutti gli effetti – conclude Magoni – ma nello stesso tempo ci siamo sempre per aiutare chi ha bisogno» . —
Roberta Galli
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