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Coronavirus, dopo Pasqua parte la sperimentazione del plasma dei guariti sui pazienti critici
Si chiama Tsunami Study ed è lo studio sperimentale multicentrico, no-profit, che prenderà il via in Aoup per utilizzare a scopo terapeutico il plasma iperimmune di pazienti convalescenti e guariti dal Covid-19 sui malati critici con polmonite in ventilazione assistita
PISA. Arriva dal plasma la speranza di vincere la battaglia contro il coronavirus. La sperimentazione è stata annunciata in una conferenza stampa a Cisanello da Francesco Menichetti, docente di Malattie infettive all'Università di Pisa nonché direttore dell'omonima Unità operativa dell'Azienda ospedaliera universitaria pisana (Aoup) e dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, alla presenza di Silvia Briani direttore generale dell’Aoup.
Si chiama Tsunami Study - dove Tsunami è l’acronimo di TranSfUsion of coNvalescent plAsma for the treatment of severe pneuMonIa due to SARS-CoV2 – ed è lo studio sperimentale multicentrico, no-profit, che prenderà il via dopo Pasqua in Aoup, centro coordinatore e promotore a livello regionale, per utilizzare a scopo terapeutico il plasma iperimmune di pazienti convalescenti e guariti dal Covid-19 sui malati critici con polmonite in ventilazione assistita. Partendo dalla donazione di plasma dei guariti verranno curati altri pazienti alle prese con la stessa patologia. Il plasma di un donatore sarà utile per tre pazienti.
Lo studio è stato reso possibile grazie alla sinergia con il Crs-Centro regionale del sangue diretto da Simona Carli, l’Officina trasfusionale dell'Area vasta nord-ovest diretta da Maria Lanza, l’Unità operativa di Medicina trasfusionale e biologia dei trapianti dell’Aoup diretta da Alessandro Mazzoni, che ha ideato lo studio e lo staff delle Malattie infettive che l’ha messo a punto.
«È importante partecipare alla ricerca e sfruttare questa terribile epidemia per fare passi avanti – ha dichiarato il Menichetti -. L’utilizzo del plasma iperimmune da pazienti guariti su pazienti critici esiste già in letteratura e crediamo che questo possa influenzare positivamente la prognosi. Pisa sarà capofila per la Regione Toscana ma anche per Lazio, Campania, Molise, Marche e le Forze armate. Questo significa essere agganciati ai protocolli nazionali Aifa e ritengo che fare ricerca, capirne di più, sia nostro dovere e il nostro preciso impegno. Oltretutto il plasma di un donatore potrà essere utilizzato su tre pazienti, e questa è sicuramente una prospettiva terapeutica interessante».
«La notizia che Pisa, come centro di eccellenza in questo settore, cominci la sperimentazione di questa possibilità di guarire nel primo giorno in cui, in Toscana, il numero dei guariti supera quello dei morti – ha dichiarato il presidente della Regione Enrico Rossi, che ha incontrato il professor Menichetti insieme al direttore generale dell’Aoup Silvia Briani – è sicuramente di buon auspicio. Qui a Pisa si stanno sperimentando ben 2 farmaci dei 7 protocolli Aifa e il fatto che Pisa guidi questa sperimentazione, che potrebbe partire già la prossima settimana, significa che aumentano le possibilità di cura. Noi abbiamo deciso di tentare ogni strada. In questo senso si inserisce anche la decisione degli screening sierologici che, pur nei limiti dello strumento, abbiamo intrapreso innanzitutto per fare un sondaggio su gruppi comunitari di popolazione e tracciare un quadro plausibile sulla diffusione del contagio, fermo restando che la parola ultima spetti all’esame microbiologico. E poi anche per effettuare una mappatura delle Rsa dove basterà che emerga un solo caso positivo e ci comporteremo come se fosse l’esito di un esame microbiologico».
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