Gioco
Monsignor Cristiani: «Guardando al mondo emerge la nostra fortuna»
Siamo al primo mese di questa nostra faticosa “carcerazione” agli “arresti domiciliari” e si avvertono tutti i sintomi e le stanchezze. Capiamo i sentimenti di quanti si sentono depressi e preoccupati. Viveri rinchiusi in una stamberga, magari soli, cechi, malati, poveri o con familiari problematici non è certamente semplice. Per fortuna molti Comuni, le Caritas, le associazioni di volontariato, come Shalom, si prodigano nell’ascolto delle persone e si sforzano di dare risposte ai loro bisogni più urgenti. Un tentativo di dare sollievo in mille modi, concreti e più virtuali. Anche attraverso l’uso dei social e con uno sguardo particolare rivolto ai bambini. Dobbiamo incidere affinché questo tempo non sia traumatico per loro, ma lasci ricordi di affetti intensi e fecondi.
Mai la solidarietà fra individui e popoli è stata così globalizzata. Un fatto unico nella storia. Latitanti restano gli stati nazionali, che mostrano ancora una volta i loro limiti ed egoismi. Capaci spesso solo di vacue parole e inadeguate promesse. Il loro tallone d’Achille è la mancanza del senso del bene comune universale e la capacità di prendere linee risolutive insieme, per affrontare i problemi e risolverli attivando fondi adeguati di sostegno ai paesi più svantaggiati. Troppi nazionalismi e muri allontanano gli uni dagli altri come il più dannoso dei virus. Un mondo così sbilanciato sul piano sociale è sicuramente voluto per garantire i privilegi di una esigua parte dei suoi cittadini. In questo tempo di pandemia globale si evidenzia in modo più schiacciante le diseguaglianze: pensare all’Africa e anche ad altri continenti dove tutto è a pagamento, compresi i tamponi, quando ci sono. Privano di fatto il fondamentale diritto alla salute. Il baluardo della nostra società italiana è la possibilità offerta a tutti di potersi curare e di avere i farmaci essenziali. Talvolta non ci rendiamo conto del livello di civiltà che abbiamo raggiunto. In molte parti del pianeta medici e operatori sono in numero esiguo, uno ogni 50.000 abitanti e concentrati nelle grandi città: l’accesso ai farmaci impossibile per i tre quarti del genere umano, poiché sono a pagamento. Noi siamo veramente fortunati!
Monsignor andrea cristiani
fondatore movimento shalom
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