Il Tirreno

Pisa

l’intervento/2 

Don Giuseppe Volpi: «Rivolgiamoci al futuro con occhi ripuliti»

don giuseppe volpi

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Non è facile dire qualcosa a ciascuno di voi ed è per questo che prendo spunto dal Vangelo della quarta domenica di Quaresima in cui si narrava la guarigione del cosiddetto cieco nato. In questo tempo di grave incertezza e smarrimento, siamo noi stessi chiamati a compiere un salto nel buio, come il cieco nato. È quanto accade alla chiese in questi nostri travagliati giorni: chiese senza fedeli, piene solo di silenzio e di vuoto. Ebbene, ho provato a mettermi in ascolto di tutto questo silenzio rimanendo da solo all'interno della chiesa di Sant’Andrea dove ogni giorno celebro messa, sempre in rigorosa solitudine. Il primo pensiero è stata le percezione di una “vista” ritrovata: ti guardi intorno e ti rendi conto di quante cose, di quanti particolari e dettagli abbiamo sempre sotto gli occhi ma in realtà non riusciamo mai a vedere. Il secondo pensiero mi ha condotto al valore di questa chiesa, di ogni chiesa, come “casa di tutti”, casa che accoglie, casa che protegge, ma troppo spesso non considerata “casa” ma piuttosto museo o teatro, di prosa o di marionette, a cui si partecipa come spettatori che attendono di assistere ad una bella performance… Il terzo pensiero che mi ha attraversato è quello della chiesa come custode di una memoria storica e collettiva. Ho ripercorso con la mente quanto questi muri, queste statue, queste immagini sacre, abbiano raccolto e ancora custodiscano la voce di tanti cuori, tra canti di lode e lacrime di sofferenza, il profumo di vite riconciliate, il perdono, il senso di storie riempite, le tappe della vita di molti, l'indifferente ritualità di circostanza e di abitudine, la superstizione di richieste alla lotteria dei miracoli ma anche l'affidarsi autentico nei passi incerti sostenuti dal Pane degli Angeli…

Carissimi, preghiamo di poter ritornare presto a varcare la porta della nostra chiesa per amare Dio con sentimenti di rinnovata gratitudine. È proprio questo l'augurio che penso sia prezioso rivolgere ad ognuno di voi e a me stesso: guardare al futuro con occhi nuovi, ripuliti dall'inquinamento mentale che oscurava la nostra meta e ci impediva di vedere ciò che è davvero necessario nella nostra vita.

don giuseppe volpi

parroco di palaia

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