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Pisa

come esorcizzare la paura 

Infermieri-ballerini scatenati in corsia «Mai perdere il sorriso per noi e per tutti»

PIETRO BARGHIGIANI
Infermieri-ballerini scatenati in corsia «Mai perdere il sorriso per noi e per tutti»

Impazza in Rete il video girato a inizio turno nel reparto di pneumologia. Un messaggio anche per i familiari degli operatori

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PISA

Mogol ha riscritto “Il mio canto libero” trasformandolo nell’Inno dei medici contro il coronavirus. E in Rete il video mette in fila dottori e infermieri alle prese con microfoni e strumenti sulle note della hit di Lucio Battisti. Una performance finita nei notiziari nazionali con la sua carica di vitalità, quella sì contagiosa che apre al sorriso.

Se fosse una gara per tenere su il morale di chi è in trincea e rischia la vita, il balletto che da ieri mattina impazza su Facebook in un allestimento ospedaliero potrebbe essere una risposta all’esibizione canora patrocinata dal grande paroliere.

Il reparto è quello di pneumologia, uno di quelli in prima linea con pazienti che oscillano tra il ritorno a casa e la terapia intensiva. Un’incognita che toglie il sonno ai familiari dei ricoverati. Sei infermieri, cinque donne e un uomo, schierati con l’equipaggiamento da corsia ballano e cantano al ritmo dettato dalla canzone “Il ballo delle parti del corpo”. È un motivetto per bambini ispirato alla scimmietta Bobby pensato e messo in musica per far giocare i bimbi iniziandoli a conoscere le parti del corpo, dal naso alla bocca, ballando e cantando. Le mascherine nascondo i sorrisi. Ma il linguaggio del corpo è eloquente. «Nonostante il difficile momento... mai perdere il sorriso per loro per noi per tutti» spiegano i ballerini con tute e mascherine.

«È un modo per fare squadra e scaricare la tensione perché dentro vivono e vedono la sofferenza e il dolore» è il commento degli addetti ai lavori al video di 2 minuti e 5 secondi che in pochi minuti su Fb ha raccolto decine di commenti di sostegno. Sono 125 secondi di allegria che servono anche ad esorcizzare la paura. Quella che ti paralizza nel momento in cui dalla diagnosi alle difficoltà di salute la vita prende uno scarto improvviso e ti catapulta in una terapia intensiva. E respiri grazie a un ventilatore meccanico. I tuoi familiari lontani, nessun contatto. Medici e infermieri diventano l’unico mezzo per comunicare con i parenti. Non sono importanti solo per le cure. Lo sono anche per il calore umano che trasmettono nonostante le tute da marziani che ne limitano gesti e parole. L’idea del video è partita anche come messaggio ai familiari degli operatori sanitari. Chi lavora nei reparti Covid non sta dormendo a casa da diverso tempo. Tra questi anche qualcuno dei protagonisti del balletto che ha dato il via al turno di lavoro. Era un modo per sdrammatizzare e far vedere ai familiari e ai figli a casa che stanno bene, insomma per sorridere e tranquillizzarli. Un commento social diventa diagnosi e cura: «La depressione e il malumore è cibo per i virus!!!». —

PIETRO BARGHIGIANI

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