Gioco
Paola, la neo bottegaia dal cuore d’oro: nel suo negozio ha inizio la “spesa sospesa”
A Peccioli spunta il cesto della solidarietà con pane, pasta, zucchero e altri generi di prima necessità destinati alle famiglie più in difficoltà
PECCIOLI. Da regina dei fuochi d’artificio, campionessa in Canada di fuochi piromusicali nel 1997, quando ancora in Italia non si facevano, a commerciante dal cuore d’oro. Molti sicuramente ricordano Paola Nanna, imprenditrice di Pontedera - figlia d’arte in questo settore - alle prese con la polvere pirica e i giochi pirotecnici alle feste di paese e nelle città, compresa la tradizionale Luminaria di San Ranieri che a giugno si svolge a Pisa. Ma Paola, nella sua seconda vita, se così si può dire, ha lasciato un lavoro tanto affascinante quanto pericoloso per dedicarsi a qualcosa di molto diverso. Da poco tempo ha rilevato un negozio di generi alimentari nel cuore di Peccioli. La classica bottega di paese. «Non avrei mai immaginato di cominciare questa esperienza in un momento così tragico, con la paura del coronavirus che è entrata nelle nostre case», racconta Paola. Chi la conosce sa che lei è una donna che non si ferma davanti alle difficoltà. Grinta da vendere, Paola è un po’ come una forza della natura, non è una che sta ferma a guardare. Ha avuto un’idea, dopo aver capito che le nuove povertà sono in mezzo a noi. C’è bisogno della “spesa sospesa”.
Prima Paola ha scritto un post su Facebook in uno dei gruppi di Peccioli. Poi ha dato l’esempio, mettendo in un cesto alcuni prodotti da destinare alle famiglie in difficoltà. «Più si va avanti con il blocco delle attività e sempre più grandi saranno i problemi – dice la commerciante –. Nei paesi poi c’è da vincere anche i timori che qualcuno potrebbe avere nel chiedere aiuto. È inutile aspettare i soldi di uno Stato sempre più indebitato, penso che dobbiamo fare la nostra parte, per quello che possiamo. Chi ha di più provi ad aiutare chi è in difficoltà».
La solidarietà passa da pane, pasta, zucchero, pomodoro, biscotti, fette biscottate, tutti generi di prima necessità. «Come commerciante, voglio fare la mia parte. Mi metterò in contatto con il parroco, con il Comune, raccolgo gli alimenti e poi li consegno a chi li potrà distribuire perché sa quali sono le famiglie più in difficoltà».
Da ieri si può lasciare la “spesa sospesa” nel negozio di alimentari in corso Matteotti 33. «Cercherò anche di capire come fare per recapitare i prodotti, perché penso che in un piccolo paese sia difficile che la gente si presenti spontaneamente». Chi lo vorrà potrà aiutare. E qualcuno in quel cesto ha già cominciato a lasciare i primi pacchi di pasta. —
Sabrina Chiellini
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