«Mascherine insicure» Denunciata la Regione
Il sindacato degli infermieri presenta un esposto La replica di ospedale e Asl: «Falsità dal Nursind»
pisa
«Violate le norme penali in ambito di sicurezza del lavoro per non aver fornito agli infermieri dispositivi di protezione idonei al rischio biologico da affrontare e in particolare per aver imposto l’utilizzo di mascherine prive del marchio Ce e di adeguati livelli di schermatura rispetto al virus Covid-19».
È quanto si legge nell’esposto firmato dal segretario regionale Nursind Toscana Giampaolo Giannoni e depositato alla Procura della Repubblica di Firenze.
Nel dettaglio l’esposto chiede che «venga valutata ogni eventuale responsabilità penale» rispetto alle «condotte attuate dal presidente della Regione. Enrico Rossi, dall’assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi e dal dottor Piero Paolini, direttore dipartimento maxi emergenze della Regione». La stessa denuncia è stata presentata nei giorni scorsi anche da tre sindacati dei medici.
«Dal 31 gennaio 2020 – si legge nell’esposto - è stata segnalata la insorgenza di una patologia virale particolarmente violenta e per la quale, ad oggi, non esiste cura o vaccino efficace, denominata dalla comunità internazionale Covid–19 o coronavirus. Tale patologia ha in tempi rapidissimi acquisito una diffusione così ampia da assumere i caratteri di emergenza nazionale e sono stati quindi emanati provvedimenti tesi a contrastare la dichiarata pandemia».
«La categoria professionale degli infermieri, rappresentata dal sindacato Nursind, è direttamente esposta a tale rischio biologico, operando in prima linea nella emergenza sanitaria. L'infermiere, è noto, è infatti il primo soggetto che opera il triage del potenziale contagiato, che interviene in fase di emergenza, tramite il servizio 118, e che è a più stretto contatto con i pazienti infetti, risultando quindi il professionista sanitario più esposto al potenziale rischio di contagio» prosegue l’esposto.
«Ciononostante – sottolinea Giannoni – la Regione ha emesso un’ordinanza per limitare l’uso delle mascherine idonee a proteggere dal Covid-19 unicamente ai reparti di terapia intensiva, esponendo al rischio contagio tutti gli altri operatori sanitari. Una presa di posizione inaccettabile e incomprensibile, che arriva già a seguito di un forte ritardo nel fornire i dispositivi di protezione personale sul territorio».
L’Unità di crisi regionale, Ausl e Aou hanno diffidato il Nursind: «Sono falsità. Da giovedì scorso assicuriamo le mascherine Ffp2 (con fornitura giornaliera di 20.000 pezzi) a tutti; compresi gli accessi ambulatoriali urgenti per problematiche cliniche o diagnostiche relative all’apparato respiratorio; anche laddove non sia stato possibile effettuare il tampone e in tutte le condizioni d’urgenza, trasporto e ricovero». —
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