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Coronovirus, un medico di famiglia ricoverato: «Sto male, qui situazione drammatica»
Il dottore è a Cisanello da una settimana: «Stavo bene, non avevo problemi, ma le analisi confermano la polmonite»
«PISA. Sto male, la situazione in ospedale è drammatica». Sdraiato su un letto del policlinico di Cisanello, il medico di famiglia per una volta si trova dall’altra parte di una barricata sanitaria ancora priva di un orizzonte temporale certo. Scaraventato all’improvviso nel silenzio subdolo della malattia sul fronte di un contagio pandemico, rapido e incontrollato. Un’inversione di ruolo che lo trasforma in paziente da curare.
Non è il solo, il dottore di famiglia 67enne che lavora tra Pisa e Cascina, a combattere contro il coronavirus nel sempre più folto esercito di sanitari contagiati.
Lui è un medico di famiglia con centinaia di assistiti. Chi ha saputo in tempo e aveva avuto un contatto recente con il dottore si è messo in quarantena. Il Tirreno ha raggiunto al telefono il paziente da giorni ricoverato a Cisanello in attesa di conoscere il suo decorso.
Dottore, come sta?
«Purtroppo sto male. Ho appena fatto l’ecografia che conferma la polmonite».
Ma soffre di altre patologie pregresse? Il virus può averle aggravate?
«No, stavo benissimo prima di questo coronavirus».
È riuscito a capire quando e dove può essere stato contagiato?
«Non lo so. Per lavoro incontro tante persone».
Quando ha iniziato a sentirsi male.
«È successo una decina di giorni fa. Avevo un po’ di febbre, faticavo a respirare. E poi quel senso di spossatezza tipico dell’influenza».
Lei è medico e ha interpretato subito quei sintomi nel modo giusto?
«I segnali erano quelli».
Da quanto tempo è in ospedale.
«Da lunedì scorso, il 23 marzo».
In quale reparto si trova?
«Sono nel reparto di medicina d’urgenza. Sorvegliato e monitorato in continuazione».
Mai come ora gli ospedali sono la trincea di una battaglia mondiale.
«Vero, le posso dire per testimonianza diretta che la situazione qui è davvero drammatica».
La voce affaticata, le parole quasi sussurrate, il medico saluta il cronista: «Mi scusi, ma ora la devo lasciare».
A Cisanello, anche se in altri reparti, ci sono medici ricoverati, anche in gravi condizioni.
Un dottore del pronto soccorso intubato da giorni, uno psichiatra alle prese con un’infezione polmonare acuta e aggressiva.
Un medico del 118, la prima linea in strada e nelle case, colpito dal virus e ora bloccato in un letto in ospedale.
Il caso del 67enne è il secondo tra i medici di famiglia in provincia. L’altro si era verificato a Pomarance, ma il dottore non era stato costretto al ricovero. Era risultato positivo, ma senza aggravi alla salute tali da dover varcare la soglia di un ospedale.
E all’elenco vanno aggiunti gli infermieri e gli operatori socio-sanitari. Tutti consapevoli di poter finire nell’esercito dei pazienti. —
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