Mascherine, gli operatori del 118 denunciano la Regione
Nella querela contro Rossi, Saccardi e il dirigente delle maxi emergenze si contesta il via libera a materiali ritenuti non efficaci
pisa
Una denuncia per non aver garantito la sicurezza del personale medico privandolo delle protezioni necessarie a evitare il contagio da coronavirus.
La presenterà Snami 118 Toscana, Fismu 118 Toscana e Cobas Asl Toscana Centro dopo aver affidato a un legale la stesura della querela che avrà come destinatari il presidente della Regione Enrico Rossi, l’assessore regionale alla Salute Stefania Saccardi e il dottor Piero Paolini, direttore dipartimento maxi emergenze della Regione.
Medici e infermieri nei giorni scorsi avevano lanciato un grido d’allarme sulle mascherine che avrebbero dovuto utilizzare nell’emergenza coronavirus, ma anche sulle procedure che dovrebbero seguire nell’approccio con i pazienti malati da Covid-19.
La Regione ha autorizzato i sanitari del 118 ad usare per l’emergenza coronavirus delle mascherine chirurgiche protettive prodotte da imprese locali in base ad un prototipo ritenuto soddisfacente rispetto al suo potere filtrante da un esame del laboratorio del dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze.
Snami 118 Toscana, Fismu 118 Toscana e Cobas Asl Toscana Centro hanno incaricato una dei massimi esperti nazionali, l’ingegner Alice Ravizza di Torino, per valutare l’esito di tale valutazione positiva sul dispositivo di protezione individuale sulla quale si fonda l’ordinanza firmata dal presidente della Regione.
Per la consulente delle sigle sindacali «l’efficienza di filtrazione di mascherine non appare fornire garanzie sulle principali caratteristiche tecniche delle mascherine chirurgiche imposte dalla normativa vigente a tutela della persona che le indossa poiché non è valutata la filtrazione batterica, la traspirabilità e la respirabilità, né l’indossabilità o la sigillatura al viso e le mascherine oggetto di test non possono, dopo analisi tecnica dei risultati disponibili, essere definite “a norma” secondo la normativa vigente».
Il timore di medici e infermieri del 118 è che senza le dovute protezioni rischiano sale in modo esponenziale il rischio di ammalarsi loro e i pazienti da soccorrere.
«Di fronte al silenzio assordante di tutte le autorità pubbliche alle quali ci siamo rivolti – concludono Snami 118 Toscana, Fismu 118 Toscana e Cobas Asl Toscana Centro – ora passiamo alle denunce chiedendo alla Procura della Repubblica di accertare se sussistono gli estremi di pesanti reati quali quello di epidemia colposa, omissioni di atti di ufficio, lesioni colpose gravi e istigazione a delinquere, riservandosi di costituirsi parte civile in tutti i processi». —
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