Il Tirreno

Pisa

Emergenza coronavirus

Sos personale ospedaliero: per affrontare i contagi da Covid-19 anche gli ortopedici imparano a intubare

alessandro bientinesi
La terapia intensiva dell'ospedale pisano
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La terapia intensiva dell'ospedale pisano

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PISA. La Toscana si prepara all’ondata di piena. I casi di contagiati da Covid-19, infatti, continuano ad aumentare e gli ospedali si stanno attrezzando come se stesse per arrivare la fase più difficile della guerra. Le trincee diventano i reparti degli ospedali di Pisa, con Pontedera che sono già al limite dei posti per quanto riguarda la terapia intensiva. Per questo vengono effettuati corsi di intubazione anche a giovani medici con specializzazioni diverse come i neo ortopedici.

Una lotta contro il tempo che sta cambiando la struttura interna, e anche l’organizzazione del personale, di Cisanello, Santa Chiara e Pontedera. Partiamo proprio da Cisanello, dove la situazione è già complessa. I vecchi reparti, reumatologia, alcune medicine, la neuro abilitazione e otorino, sono stati chiusi. Al loro posto sono stati creati i cosiddetti reparti “bolla” per accogliere i pazienti Covid-19 meno gravi. Si prefigura una situazione da ospedale da guerra.

Al Santa Chiara, invece, la situazione attuale sembra più tranquilla sotto questo aspetto. I posti letto nella vecchia rianimazione sono stati riaperti andando a creare il doppio dei posti letto rispetto alla normale condizione. Anche il personale viene spostato secondo le varie esigenze, ma la speranza è di riuscire a contenere l’ondata di casi di questi giorni.

Discorso diverso per quanto riguarda l’ospedale di Pontedera dove, nei giorni scorsi, erano disponibili 6 posti Covid-19 in rianimazione. Ed erano tutti occupati, con almeno 16 pazienti risultati positivi al coronavirus nel reparto “bolla” allestito in un altro reparto. Una cosa è certa: il Lotti non è una struttura in grado di gestire l’isolamento. Al momento il personale sta predisponendo altri posti nel reparto di ortopedia, negli ambulatori oculistici e in quello di osservazione breve. In totale una quarantina di posti che, si spera, possano essere sufficienti a gestire i prossimi giorni di picco di casi, anche più gravi.

Ma il problema non riguarda solo reparti e numeri di malati. Infatti, dopo che molti giovani medici, laureati nel corso del 2019, sono stati abilitati d’ufficio lo scorso febbraio, molti di loro sono entrati in servizio. A Pisa, in rianimazione ci sono ancora posti disponibili, ma serve anche personale medico e infermieristico per gestire i nuovi arrivi.

Per questo, molti giovani medici, con specializzazioni diverse, stanno effettuando dei corsi di intubazione. La manovra salvavita che si rende necessaria per molti pazienti colpiti dal Coronavirus con problemi respiratori gravi.

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