Gioco
Capitale cultura, anche Pisa a favore del mantenimento del titolo a Parma
L’annuncio dell’assessore Pierpaolo Magnani, che spiega le ragioni del passo indietro della città «Concorreremo per il 2022»
pisa
«Pisa sostiene la città di Parma come capitale della cultura anche per il 2021». Questa la posizione dell’assessore alla cultura di Pisa Pierpaolo Magnani sulla proposta che in questi giorni è sui tavoli del governo. «L’emergenza coronavirus ha imposto al nostro Paese rigide misure di contenimento – dichiara Magnani – portando alla chiusura di musei, cinema, teatri e di tutti i luoghi della cultura. In questo momento di difficoltà Parma ha dovuto sospendere il suo programma, senza sapere se e quando potrà portarlo a termine».
La città della Torre, già in corsa per essere eletta città della cultura 2021 e che avrebbe dovuto presentare il suo programma a fine giugno, vista l’emergenza sanitaria, sceglie di mettersi da parte e si allea, con le altre città in gara, alla richiesta inviata al ministero “Verso Parma 2021”. Nei giorni scorsi il primo a formulare la domanda di proroga è stato l’assessore alla cultura dell’Emilia Romagna Mauro Felicori. Accolta poi da quello del Comune di Parma Michele Guerra, sostenuta dal presidente della Regione Emilia Romagna, Bonaccini, da Destinazione Emilia e da sindaci, assessori, governatori ed ex ministri di tutta Italia, la richiesta punta a uno specifico emendamento, all’interno dell’articolo 90 “Disposizioni urgenti per sostenere il settore della cultura” del “Decreto Cura Italia” che si riferisca proprio alla città di Parma e al proseguire il viaggio come capitale della cultura anche per il 2021. In attesa di conoscere la decisione del governo, «Pisa si unisce all’appello lanciato – conferma Magnani – perché il titolo della città emiliana venga esteso anche all’anno venturo, in modo che le energie, le risorse e i progetti messi a punto non vengano dispersi, ma offrano un’opportunità ad un territorio duramente colpito dall’emergenza sanitaria di rialzarsi».
Tocca adesso a Dario Franceschini prendere una decisione. La bozza in questi giorni sul suo tavolo, grazie al sostegno di molti, punta ad essere approvata in Parlamento. Parma potrebbe così riproporre per il prossimo anno tutti o quasi gli appuntamenti previsti e poi annullati, per una perdita di circa 300mila euro al giorno. «Il Comune di Pisa – conclude Magnani – si mette a disposizione perché il proprio progetto, con tutti quelli delle altre città che partecipano al bando in scadenza al 30 giugno, slittino di un anno e concorrano al titolo di capitale italiana della cultura 2022. Pisa sostiene la cultura, Pisa sostiene le energie di Parma». —
Giulia Serni
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