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Tolte le mascherine a medici e infermieri

Tolte le mascherine a medici e infermieri

Le protezioni riservate solo ai reparti di terapia intensiva La protesta del Nursind: «Una decisione incredibile»

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«Mascherine anti-coronavirus solo nei reparti di terapia intensiva: tolti i dispositivi di protezione massima verso il Covid-19 dai reparti di pronto soccorso e dal servizio di emergenza urgenza del 118. Il personale che trasporterà e accoglierà i pazienti affetti da coronavirus non sarà protetto».

Lo prevede la nuova ordinanza del presidente della Regione Enrico Rossi. Un adempimento che andrà applicato anche negli ospedali di Pisa e Pontedera e nei servizi del 118.

La denuncia arriva da Giampaolo Giannoni, segretario regionale del sindacato autonomo degli infermieri Nursind. Una linea a cui aderisce anche la sezione pisana del sindacato.

«Quanto disposto dall’ordinanza numero 18 della Regione Toscana emessa in data 25 marzo è inaccettabile e offensivo verso gli operatori del sistema sanitario» aggiunge.

«Se fino all’altro ieri le mascherine FFP2 e FFP3, considerate le uniche in grado di proteggere dal Covid-19, erano destinate a tutti i reparti più esposti, non solo ai percorsi Covid degli ospedali – spiega Giannoni - oggi si abbassano i livelli di protezione nei confronti del personale in prima linea a combattere questa guerra. Una decisione che può essere motivata solo in un modo: la mancanza di dispositivi di protezione sanitaria».

«Una decisione che ha dell’incredibile – aggiunge il segretario Nursind – così come sono del tutto inaccettabili le recenti dichiarazioni rilasciate dal direttore del pronto soccorso di Careggi Stefano Grifoni, che ha ammesso che i tamponi non vengono fatti agli operatori sanitari perché molti risulterebbero positivi, con la necessità di procedere all’isolamento e la conseguente mancanza di personale negli ospedali».

«I positivi vanno tutelati: sia gli operatori del sistema sanitario che i cittadini. Considerato il considerevole aumento dei contagi tra il personale sanitario – aggiunge Giannoni – stiamo predisponendo un esposto alla Procura della Repubblica affinché verifichi le responsabilità della Regione. Lo stato di emergenza è stato dichiarato già a gennaio – conclude il segretario del Nursind Toscana – ci saremmo aspettati che la Regione si attivasse già allora per reperire i necessari dispositivi di protezione personale. Invece ci ritroviamo a fine marzo a dover centellinare le mascherine, mettendo in gioco la salute degli operatori sanitari e degli stessi ricoverati nelle strutture ospedaliere». —



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