Sicurezza
Pisa: solo un volo al Galileo Galilei, ora è ufficiale la “cassa”
Dopo il periodo di ferie arretrate i dipendenti di Toscana Aeroporti degli scali toscani di Firenze e Pisa saranno messi a casa a zero ore o in rotazione
PISA. Dopo un periodo di ferie, la cassa integrazione. È stata accolta, dopo il via libera dei sindacati, la richiesta di attivazione della cassa integrazione straordinaria chiesta da Toscana Aeroporti per tutti i dipendenti impiegati negli scali di Pisa e Firenze. Un provvedimento inedito e straordinario per il sistema aeroportuale toscano a cui la società è dovuta ricorrere per fronteggiare quella che è stata definitiva una crisi epocale per il settore.
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Toscana Aeroporti inizierà ad applicare l’ammortizzatore sociale al termine del periodo di ferie arretrate di cui stanno usufruendo i lavoratori. Cassa integrazione a zero ore per i dipendenti del Vespucci di Firenze, chiuso dallo scorso 14 marzo in ottemperanza al decreto del ministero dei Trasporti e alle disposizioni dell’Enac volte a razionalizzare il sistema nazionale del trasporto aereo (la chiusura, inizialmente prevista fino al 25 marzo, è stata prorogata fino al 3 aprile), cassa integrazione a rotazione per gli addetti dello scalo pisano, la cui operatività continua ad essere garantita da un ristretto numero di lavoratori. La manovra coinvolge oltre 340 tra operai, amministrativi e quadri impiegati nei due aeroporti.
A questi si aggiungono gli oltre 460 dipendenti di Toscana Aeroporti Handling, la società di Toscana Aeroporti addetta alla gestione di tutti i servizi di terra, per un totale di oltre 800 lavoratori per i quali sarà applicato l’ammortizzatore sociale.
Il provvedimento si è reso necessario per fronteggiare la crisi del comparto scaturita dall’emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus, salvaguardare i livelli occupazionali e per assicurare la piena efficienza delle attività alla ripartenza del settore.
Il traffico nei cieli toscani si è ridotto ad un solo volo giornaliero, andata e ritorno, tra l’aeroporto Galilei e lo scalo romano di Fiumicino assicurato da Alitalia. A questo si aggiunge qualche volo cargo. Una flessione del traffico passeggeri che supera il 95% e rischia di avere effetti devastanti anche nei prossimi mesi.
Oltre alla cassa integrazione, Toscana Aeroporti farà ricorso anche al “fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo” per ottenere prestazioni integrative.
Le conseguenze dell’emergenza sanitaria, a cascata, si sono riversate anche sulle aziende che lavorano in appalto nel sistema aeroportuale toscano. L’accordo per l’applicazione della cassa integrazione, infatti, è stato raggiunto anche per i 130 dipendenti della cooperativa che gestisce le attività di carico e scarico bagagli al Galilei e, nei prossimi giorni, sarà applicata anche ad una parte dei circa 100 addetti alla sicurezza.
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