Il Tirreno

Pisa

Dopo la morte del coniuge, la moglie invalida è positiva

Sabrina Chiellini
L’ingresso del pronto soccorso di Cisanello
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L’ingresso del pronto soccorso di Cisanello

Cascina: dimessa dall’ospedale anche se è sola. Inviata a casa della sorella di 74 anni. Nello stesso appartamento abitano altri due anziani, finiti tutti in quarantena

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CASCINA. Il marito è morto nei giorni scorsi dopo un ricovero all’ospedale di Cisanello. Renzo Giannelli, 85 anni, è la terza vittima del comune di Cascina. Il suo cuore si è fermato domenica 22 marzo, alle 21. Del pensionato da quel momento si sono perse le notizie. Non all’anagrafe, però, che ha registrato la sua morte. La moglie, invalida al cento per cento, ancora non si rende conto. La sera in cui il marito è stato ricoverato e si è scoperto che era positivo al Covid-19 anche la moglie è stata portata al pronto soccorso. «L’hanno dimessa di notte, quasi alle due – racconta la sorella, che ora vive in una condizione molto difficile –. Il risultato del suo tampone ancora non c’era. La mattina successiva ci hanno detto che era positiva. Siamo finiti tutti in quarantena, io, mio marito e mio cognato. Siamo tutti in avanti con l’età. Ma cosa dovevo fare? Ho preso mia sorella, quella notte, e l’ho portata a casa mia. Vive su un divano, con l’assistenza che posso darle. Ci portano la spesa, vengono a prendere i rifiuti. Ma noi abbiamo bisogno di riavere una vita dignitosa. Siamo soli, c’è poco da dire».

Il dramma di Giannelli è inziato dopo una caduta accidentale. È stato ricoverato in geriatria per una settimana e poi dimesso il 5 marzo, come racconta la cognata che vive a Pisa. Il suo è un grido di aiuto disperato e al tempo stesso di una grande compostezza. «Non stava bene quando lo hanno dimesso. Ma era lui ad accudire la moglie, cioè mia sorella». Ha fatto una prima Tac di controllo e poi una seconda perché stava sempre peggio. «Hanno visto che era positivo quando ormai stava molto male, mia sorella è positiva ma asintomatica. Per noi la vita è molto complicata. Anche io ho 74 anni e mi trovo a gestire da sola una disabile al 100 per cento. Credete che sia possibile? Stiamo parlando di una persona, che da giorni non si sposta dallo stesso divano. La sua vita è lì. In più, visto che non hanno avuto la pazienza di aspettare e di capire se mia sorella era positiva, ci siamo trovati tutti chiusi in casa. Non possiamo uscire, siamo in totale quarantena».

Così quando è morto Renzo Giannelli non c’è stata la possibilità di mettere i manifesti. Lo stesso Comune di Cascina ha saputo ieri di questa terza vittima legata all’emergenza dei nostri giorni e si è attivato per capire meglio la situazione. «Renzo lo abbiamo seppellito a Castelvecchio Pascoli, a Barga – racconta ancora la cognata del defunto – perché lui voleva così. Ma senza di noi, come vogliono questi tempi difficili». L’anziana chiede aiuto, spera che i servizi sociali, la rete comunale di Cascina o di Pisa, possano darle una mano. Non c’è tanto tempo da perdere, è un caso disperato. Non è umano pensare che una persona possa restare ancora a lungo a vivere su un divano, specialmente se ha una grave disabilità.

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