Gioco
Studenti a caccia di fake news per l’Oms
L’iniziativa di 18 studenti di Università, Sant’Anna e Normale: «Smontiamo le informazioni false sui social con slide e video»
Giuseppe Boi / Pisa
Sono dei “myth busters” , ma l’assonanza con i celebri “ghost busters” del film non tragga in inganno. Perché nel loro lavoro c’è poco di fantasioso o fantastico. Anzi, si basa tutto su dati scientifici. I nostri “sfatatori di miti” sono infatti studenti dell’Università, della Scuola Sant’Anna e della Normale di Pisa che hanno deciso di mettere il loro tempo e lo loro conoscenze a disposizione dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il loro compito durante questi giorni di emergenza coronavirus è quello di sfatare i miti generati dalle fake news. Vale a dire tutte quelle false informazioni che circolano sulla rete e sulle chat WhatsApp. Notizie prive di fondamento che possono tanto sminuire quanto ingigantire i rischi legati al Covid-19.
Se non ci fosse stato il trasferimento delle attività didattiche su piattaforme online e le misure di distanziamento sociale necessarie per combattere il virus, in questi giorni sarebbero stati impegnati nello studio e nell’organizzazione di BioTecnologico, un evento di divulgazione scientifica con l’obiettivo di tirare la scienza fuori dalle Università, portarla nelle strade, nelle piazze, nei bar. La manifestazione è stata rinviata. La speranza è che si possa tenere il 30 settembre e il 1° ottobre in concomitanza con la Biotech Week. Intanto Anas Khalil, Alessandra Burini, Caterina Giannini, Cristina Zucchinetti, Daniele Caratozzolo, Emanuele Boni, Enrica Manzato, Flavia Petruso, Francesco Baglivo, Giorgia Panichella,Lorenzo Arboit, Luca Diotalevi, Marta Tomaselli, Matteo Spagnolo, Simone Pardossi, Sara Latrofa, Simone Gasparini e Andrea Merlo hanno deciso di dirottare il loro impegno sull’emergenza del momento.
«Il nostro obiettivo iniziale era combattere la disinformazione su biotecnologia e vaccini, ma visto il proliferare di false notizie sul Covid-19 abbiamo deciso di dare il nostro contributo per smascherarle». Per farlo si sono messi anzitutto a caccia di fake news sui social e sulle chat. Una volta individuata una falsa notizia la analizzano, si confrontano con un team di esperti (Alessandra Beni, Agnese Maccarana, Flavia Manzo Margiotta, Gianfranco di Salle, Paolo Surdi, Valentina Galfo e Giulia Burini), trovano notizie certificate e replicano con lo stesso metodo comunicativo con cui si diffondono le finte informazioni: stories Instagram, catene WhatsApp e post Facebook.
Per questo hanno realizzato dei “meme”: ossia slide e video che con poche informazioni chiare e dirette smontano le false notizie. E il sistema funziona con centinaia di condivisioni per notizie finalmente corrette anche sui social. —
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