Proteste
Movida, il Tar approva le restrizioni del Comune
Il comitato “Vendesi Vettovaglie”: «Riconosciuta la legittimità delle riduzioni orarie nella vendita di alcolici in aree diverse»
pisa
«Il Tar riconosce come il regolamento sia volto a tutelare, in modo legittimo, esattamente quegli interessi pubblici come la salute pubblica, la civile convivenza, il decoro urbano e il paesaggio urbano, che il fenomeno della malamovida pregiudica gravemente».
Lo afferma il gruppo “Vendesi Vettovaglie” che da tempo si batte per migliorare la qualità della vita in centro, neutralizzando gli effetti della malamovida, nel cogliere il senso della sentenza sui ricorsi contro il giro di vite comunale da parte di diversi pub e bar della zona. I giudici amministrativi hanno equiparato l’orario di vendita dell’alcol tra esterno e interno alle una, mentre il regolamento per il fuori fissava il limite alle 24. È l’unica concessione accordata.
Quello che il gruppo vuole sottolineare è il riconoscimento del principio secondo cui è legittima la scelta del Comune di dividere le zone, diversificando le prescrizioni, per tutelare i residenti. «La sentenza non ha in alcun modo annullato il limite orario alla somministrazione di bevande alcoliche fissato alle una – afferma il comitato –. La sentenza si limita a censurare un profilo di irragionevole differenziazione di trattamento tra limite-orario per spazi interni e spazi esterni (dehors)».
Il verdetto riconosce che le limitazioni adottate in merito agli orari di vendita e somministrazione di bevande alcoliche nonché la differenziazione per aree (A e B) del centro storico siano fondate su «esigenze di prevalente interesse pubblico». Si legge: «Non par dubbio che il Comune di Pisa abbia motivato in ordine alle ragioni di pubblico interesse che giustificano la restrizione oraria alla vendita di alcolici nelle zone A e B del centro di Pisa. Come è stato evidenziato dalla difesa comunale le individuate zone del centro storico costituiscono quelle piazze storiche, aree centrali e spallette dell’Arno ampiamente frequentate dalla movida notturna (in una cospicua popolazione studentesca), che ha visto fortemente incrementare, in quelle aree, la somministrazione di bevande alcoliche, con i fenomeni di degrado che ne derivano».
Per il comitato «è un riconoscimento straordinariamente importante. La sentenza accredita (sotto il profilo giuridico) la legittimità della strategia sinora messa in atto dal Comune per la tutela di interessi pubblici prevalenti. Crediamo che la sentenza nell’affermare la legittimità della disciplina comunale sinora adottata, debba incoraggiare l’amministrazione a proseguire il percorso virtuoso intrapreso per assicurare la tutela effettiva di quegli “interessi pubblici prevalenti” che il giudice amministrativo ha espressamente ritenuto sussistenti». Secondo “Vendesi Vettovaglie” qualsiasi prospettiva di concertazione tra amministrazione ed esercenti commerciali (associazioni di categoria) dovrà tenere conto di questa sentenza, «nella misura in cui questa segna un passo importante nella direzione della tutela di interessi pubblici, come la salute dei cittadini, fortemente compromessi dagli effetti della malamovida». —
P.B.
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