Il Tirreno

Pisa

In volo coi piloti della Finanza a caccia di assembramenti “illegali”

In volo coi piloti della Finanza a caccia di assembramenti “illegali”

La sezione aerea pisana delle Fiamme gialle coordinata dal maggiore Massimo Anedda monitora dal cielo le strade principali, le piazze, le zone costiere e i natanti non autorizzati 

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Lo stato di emergenza epidemiologica dovuto alla diffusione del Covid-19 vede in questi giorni il reparto operativo aeronavale di Livorno e i dipendenti reparti navali ed aerei della Guardia di finanza impegnati nella sorveglianza attiva del territorio, delle coste, del mare e delle isole, finalizzata al controllo sull’attuazione delle misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza sanitaria emanate dal presidente del Consiglio dei ministri con i vari decreti promulgati. Proprio in riferimento a questi ultimi la sezione aerea della Guardia di finanza di Pisa ha implementato l’attività di volo sia su mare, in stretto coordinamento con le unità navali della stazione navale di Livorno, che su terra con i comandi provinciali della regione.

«L’attività aerea – spiega il comandante della sezione aerea pisana, maggiore Massimo Anedda – si sta dimostrando particolarmente efficace ai fini dell’individuazione di assembramenti, controllo della viabilità stradale, natanti da diporto non autorizzati, anche in virtù dei sistemi di missione a bordo dei mezzi aerei, sistemi di videoregistrazione, che permettono di monitorare il territorio, quindi parchi, spiagge, argini e porti, comunicando eventuali criticità alla sala operativa e quindi alle pattuglie del corpo operanti sul territorio. L’elicottero dimostra oggi più che mai la sua importante versatilità, potendo operare anche in configurazione Hems, trasportare medici e paramedici in caso di necessità, nonché squadre di soccorso e materiale in genere, operando ai fini della sicurezza dei cittadini con capillare controllo del territorio».

Il fotografo de Il Tirreno Fabio Muzzi ha seguito una delle missioni, a partire dal briefing pre-volo che il comandante Anedda ha svolto con i piloti (il luogotenente Giampiero Giannone e Domenico Giuffrida) illustrando la missione di volo e le zona di operazioni che si è sviluppata nelle province di Pisa e Livorno con un monitoraggio terrestre e marittimo con sorvolo dell’isola d’Elba.

L’aeroporto di Pisa è insolitamente silenzioso. Quasi nessun decollo ed atterraggio, e anche nel reparto di volo della Guardia di finanza il personale è stato rimodulato per preservare la salute dei militari operanti e garantire l’operatività del reparto nell’arco delle 24 ore. Si percepisce una certa tensione, che il comandante Anedda, considerando il momento, non può negare: si vola a stretto contatto ed il personale in volo deve indossare i previsti dispositivi di protezione individuale. «C’è preoccupazione, ma è il momento di essere uniti, esserci e fare il proprio dovere, con la serietà e la professionalità che da sempre contraddistingue il comparto aeronavale».

È un robusto HH412C, Volpe 222, a portare in volo i finanzieri e il fotografo de Il Tirreno. Un velivolo che segnato la storia del servizio aereo e che oggi, in questo difficile momento, grazie al team di specialisti del luogotenente Piparo, garantisce un’altissima efficienza e poliedricità di intervento. A coloro che sostengono che i droni possono sostituire l’elicottero in questa fase di sorveglianza aerea risponde lo stesso Anedda: «Premesso che anche il servizio aereo del corpo della Guardia di finanza si sta dotando di Apr e che nel mio reparto abbiamo già un’aliquota di personale abilitato, potrei rispondere dicendo che i droni in uso alle forze di polizia hanno un raggio d’azione limitato e possono quindi essere impiegati per un monitoraggio in aree ristrette e ovviamente hanno maggiori limitazioni di condizioni metereologiche. Direi, quindi, che è l’elicottero che può fare, ad oggi, il lavoro del drone». —



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