Sicurezza
«L’emergenza è più grave di quello che credete restate tutti a casa, è l’unico modo per aiutarvi»
L’appello di una volontaria della Pubblica assistenza di Pontedera impegnata ogni giorno contro l’epidemia: «Non pensate di essere invincibili»
La testimonianza
Le ambulanze in fila che aspettano di lasciare i pazienti Covid nel reparto a loro dedicato, all’ospedale di Cisanello. Le giornate per i soccorritori, per chi trascorrere lunghi turni sulle ambulanze, diventano interminabili. Minuto dopo minuto c’è l’incontro con il dolore e la sofferenza di chi non supera le crisi respiratorie ed è costretto, stremato dalla febbre, a chiamare il 118. Elena Mattolini, volontaria da anni della Pubblica assistenza di Pontedera, racconta quanto sono difficili i giorni al tempo del coronavirus.
Le protezioni individuali per evitare il contagio rendono faticoso qualsiasi intervento. I volontari, come gli operatori sanitari, sono in prima linea in questa emergenza. I segni lasciati dalle mascherine sui loro volti parlano chiaro. Nessuno di loro si stancherà di chiedere ai cittadini di rispettare i divieti e di restare a casa. «Faccio la volontaria alla Pubblica assistenza di Pontedera, chi mi conosce lo sa, e sa quanto mi renda felice farlo», comincia così la volontaria il suo appello. «Le cose sono cambiate anche per noi volontari. Questo è il mio viso dopo quattro ore di protezioni, e quella (mostra le foto, ndr) è la fila delle ambulanze a Pisa in attesa di scaricare un paziente al pronto soccorso, presunto Covid-19. Io spero che anche quei pochi che non hanno ancora ben capito quale sia la realtà ne prendano coscienza».
I medici e gli infermieri fanno turni massacranti. «Vi assicuro che indossare le protezioni e lavorare è difficile, l’ho capito io che sono una semplice volontaria e che non faccio il lavoro che fanno loro in ogni turno». La situazione è difficile. «Cercate di capirlo e di farlo capire per favore a chiunque sia vicino, e anche a tutti quei giovani che forse pensano di essere immuni. Ci sono tanti giovani ricoverati, l’età del contagio si è abbassata. Cercate tutti di fare nel vostro piccolo quello che vi viene chiesto: restate a casa. Aiutate i vostri parenti e amici a vivere, aiutate noi volontari e sopratutto medici, infermieri e ospedali a tornare alla normalità». Per fermare il contagio c’è un solo modo: isolarsi. «Siamo persone normali che cerchiamo di aiutare chi ha bisogno, anche voi fate la vostra parte restando a casa». —
Sabrina Chiellini
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