Gioco
Il Covid-19 ha la corona ma viene messo in fuga dalla Torre, simbolo universale
Il disegno-appello al riscatto inviato al Tirreno da Francesco Cecchi, 20 anni, studente pisano in grafica e design
PISA. Fare scacco matto al Covid-19 non è semplice: ci vogliono impegno, pazienza e un po’ di creatività. Ci è riuscito Francesco Cecchi, classe 1999, che con il suo disegno “Scacco matto della torre al re” non ha lasciato scampo al nemico del nostro tempo. Nato a Pisa ma da un anno a Torino per studiare grafica e design al Politecnico, Francesco ha raccontato a Il Tirreno come è nato questo messaggio di speranza.
Innanzitutto, come stai affrontando le tue giornate?
«Con questa emergenza sono cambiate un sacco di cose. Da studente fuorisede vivevo in casa con gli amici, ero sempre in compagnia, mentre ora passo le giornate seguendo le lezioni online dell’università e dedicandomi ai miei hobby: disegno, uso i programmi imparati all’università, gioco al computer o mi dedico ai puzzle. Poi qua a Pisa vivo con mia mamma, e questo isolamento è anche un modo per stare più insieme e farci compagnia».
Qual è l’aspetto che più ti manca della quotidianità?
«Forse il divertimento, il poter uscire con i miei amici o con la mia fidanzata. Mi manca stare in compagnia. Certo, ci sono le videochiamate, ma non è la stessa cosa».
Cosa stai provando in questo momento così difficile?
«Ci sono molti più danni che speranze. Io mi reputo fortunato, ma immagino il dolore delle famiglie che hanno perso i propri cari. Certo, ci possono essere anche degli aspetti positivi, come la riduzione dell’inquinamento atmosferico o il maggiore rispetto verso gli altri, ma sinceramente ho molta paura. A prevalere nettamente sono quei sentimenti di dispiacere e tristezza che mi hanno spinto al disegno».
Com’è nata l’idea del disegno?
«Ero in casa e stavo completando un puzzle del duomo di Pisa. Quando sono arrivato alla Torre, mi è venuta in mente l’analogia con la pedina degli scacchi. Subito dopo ho collegato il re e la corona, con cui spesso è disegnato il virus. Allora mi è venuta l’illuminazione. Però il re-coronavirus, pur avendo la corona, scappa di fronte alla Torre».
Qual è il messaggio che hai voluto trasmettere?
«Alla fine la Torre è riuscita a vincere. La Torre rappresenta l’Italia intera, e non solo Pisa. È un simbolo conosciuto in tutto il mondo, perfetto per raffigurare la nostra penisola. La nostra battaglia contro il Covid-19 è molto simile ad una partita a scacchi: è una gara lenta, giocata su tantissimi fronti, ma la vittoria arriverà prima o poi. Anche a scacchi, se ti distrai un solo secondo e fai la mossa sbagliata, si rischia di perdere. Nel caso dell’emergenza, per esempio, voler andare in giro senza un valido motivo perché si è stufi di restare a casa mette in pericolo tutti. Possiamo arrivare allo scacco matto restando uniti». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
