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Vita sospesa nei paesi: Il Romito si aggrappa alla solidarietà per sconfiggere il “nemico”

Alessandro Bientinesi
Vita sospesa nei paesi: Il Romito si aggrappa alla solidarietà per sconfiggere il “nemico”

La popolosa frazione del comune di Pontedera affronta le difficoltà di queste settimane facendo riferimento anche alle realtà associative

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PONTEDERA. Ci sono comunità le cui fondamenta si basano su alcune certezze. Le corse dei bambini delle scuole al parco gioco, le urla dei baby calciatori al campo sportivo in fondo alla strada. Il circolo dove anziani e non si ritrovano per un aperitivo e una partita a carte. Chiesa e parrocchia, poi, sono punti di riferimento che non possono mancare. La fotografia si addice bene a tanti luoghi svuotati, ormai da settimane, dall’emergenza Covid-19.

Un (obbligato) isolamento sociale che ha trasformato tutta Pontedera, ma sembra aver stravolto ancora di più la quotidianità della frazione de Il Romito. Una comunità, la seconda più popolosa della città, che ha saputo reagire per unirsi nella lotta al Coronavirus. Un esempio su tutti: i tesserati dell’Asd Il Romito, la società di calcio della frazione, si sono immediatamente messi a disposizione, non appena le competizioni sportive e gli allenamenti sono stati fermati, con mezzi e volontari per fare la spesa per le persone più in difficoltà. Così come alcuni negozi, dall’edicola alla parafarmacia così come il panificio e l’alimentari, continuano a tenere viva la catena dei servizi essenziali. Anche se è la domenica l’enorme piazzale di fronte alla chiesa di Santa Maria Madre della Chiesa resta tristemente vuoto. Rinviate tutte le cerimonie, comunioni e cresime. Ma con don Martino che, da solo, continua a celebrare la messa. Anche se in solitudine. E il campo sportivo, svuotato dalle grida esultanti per un gol, nel quale ogni sera si accende un insegna luminosa che lancia il messaggio “andrà tutto bene”.

Il Romito è una frazione che si è, come il resto della città, svuotata lentamente e inesorabilmente. Il primo pezzo di comunità che è venuto a mancare è quello del mondo sportivo. Centinaia di tesserati per l’Asd Romito costretti a casa. Il presidente Stefano Cappelli, però, è riuscito a tenere, anche in questi giorni drammatici, le fila serrate. Prima esponendo un’insegna luminosa con un messaggio di speranza. Un enorme pallone da calcio illuminato con accanto la scritta “andrà tutto bene” colorata di verde, bianco e rosso. Ci sono, poi, gli allenatori comunicano con i giovani atleti con Skype e Whatsapp. Li seguono, per quanto possibile, con esercizi da fare a casa o in giardino. E organizzano chat di gruppo per sentirsi ancora squadra. Anche se, quasi con ogni certezza, la stagione non riprenderà mai. L’Asd Romito, poi, si è messa anche a disposizione del Comune, e della Protezione civile, per consegnare la spesa ai più bisognosi. Dopo oltre 10 giorni di isolamento, però, soltanto sabato scorso il primo anziano ha richiesto il servizio. Segnale di una comunità coesa e che non lascia indietro nessuno. Alcuni servizi essenziali, poi, sono rimasti aperti. Tra questi l’edicola di Amedeo Machi. Che, a chi lo richiede, consegna a domicilio giornali e riviste. E che, sulla vetrina, ha esposto i disegni, quasi tutti arcobaleni, di bambini che ripetono l’hashtag della speranza #andràtuttobene. Rivendita nella quale è anche possibile effettuare il pagamento dei bollettini, le ricariche telefoniche e altri servizi di primaria necessità. E lo diventano ancora di più nel momento in cui l’ufficio postale della frazione, ormai da più di una settimana, è stato chiuso a tempo indeterminato. Un punto di riferimento, in particolare per gli anziani, che è venuto a mancare. Anziani chiamati nei prossimi giorni a riscuotere le pensioni necessariamente negli uffici aperti nella sede centrale e, anche se con orario limitato, a La Rotta. E a farlo seguendo, da giovedì fino al 1 aprile, seguendo un rigoroso ordine alfabetico. Anziani, poi, che ormai da settimane trovano sbarrate le porte del circolo Arci. A pochi passi dalle scuole, il circolo è un altro dei riferimenti venuti a mancare. Aperti restano solo il panificio e l’alimentari, così come la parafarmacia. Ma con le consuete code di persone, con guanti e mascherine, a più di un metro l’uno dall’altro.

Deserto resta anche l’argine lungo l’Era. Molti romitesi, in particolare con l’arrivo della primavera, erano soliti fare attività fisica o una semplice passeggiata verso Pontedera. La pandemia, però, ha colpito duramente anche la comunità cattolica della frazione. Sospese funzioni e catechismo ormai da tre settimane. A rischio lo svolgimento delle cerimonie in cui sono previsti i sacramenti, che vedono coinvolti una quarantina di bambini per la prima comunione e ventisei ragazzi per la cresima. Quest’ultima prevista per il 25 aprile e che dovrà quasi sicuramente slittare a emergenza conclusa. A forte rischio anche la comunione prevista a maggio. Annullate, durante la quaresima, le Vie Crucis del venerdì. Così come salteranno quasi sicuramente tutte le celebrazioni della Pasqua e le feste della parrocchia previste per tutto il mese di maggio. L’impegno delle catechiste al fianco dei giovani prosegue grazie a preghiere collettive e messaggi su Whatsapp. Così come don Martino, ogni messa, fa risuonare in tutta la frazione le campane. E celebra, anche se in solitudine come avvenuto domenica mattina, la messa. L’ennesimo segnale di speranza in un momento difficile, per Il Romito, per Pontedera e il resto d’Italia. —

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