Sicurezza
«Le telefonate ai fedeli e le esplosioni di gioia per una voce amica»
san giuliano
Anche la Chiesa diventa telematica e social in questi giorni di emergenza coronavirus. E lo fa a tutti i livelli, dal Papa che celebra messa e angelus in video conferenza all’arcivescovo di Pisa, ai sacerdoti che operano nei paesi e nelle frazioni. «La gente ha bisogno di parole e speranza oggi più che mai. Noi sacerdoti non possiamo tirarci indietro, oggi più che mai, ma siamo chiamati ad essere creativi per affrontare questa esperienza nuova», spiega don Tomasz Grzywacz, vicario foraneo della parrocchia di San Marco Evangelista a Rigoli oltre che della parrocchia dei Santi Ranieri e Luigi Gonzaga a San Giuliano Terme, di San Giovanni Evangelista a Gello e di San Bartolomeo a Orzignano.
«Dobbiamo fare il più possibile rispettando ciò che ci dicono le autorità – sottolinea –. Non infrangere le regole di distanziamento sociale significa amare il prossimo. E questa coerenza cristiana può essere portata avanti anche attraverso l’uso di canali diversi e non del tutto nuovi per le nostre comunità».
Il riferimento chiaro è ai social network: «Usiamo i nostri gruppi su Facebook e WhatsApp che sono molto vivi e partecipati – spiega don Grzywacz –. Sono anche questi un modo per restare in contatto e fare comunità. Io registro ogni giorno un messaggio video per trasmettere ottimismo e coraggio». L’uso dei nuovi media può però escludere una parte della società: «Il telefono è ancora importante – ricorda il sacerdote –. Raggiungiamo i più anziani con delle telefonate ed è bellissimo sentire le loro esplosioni di gioia». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
