Sicurezza
Docenti e studenti leggono insieme i versi di Dante
Domani, giorno eletto “Dantedì”, organizza un viaggio dantesco virtuale dalla piattaforma MicrosoftTeams fino alla diretta sulla pagina Facebook
PISA
Domani, 25 marzo ufficialmente eletto “Dantedì”, a Pisa l’Associazione degli italianisti (Adi) dell’Università ha organizzato l’evento “Lo giorno se n’andava… un viaggio virtuale con Dante”, vero e proprio viaggio dantesco, rigorosamente virtuale, attraverso delle “flash-reading” dedicate alla Commedia del sommo poeta. L’appuntamento è per domani alle 18, quando una decina tra studenti e professori universitari dedicheranno 5 minuti alla lettura in diretta di un passo della Commedia. Il tutto avverrà virtualmente, grazie alla tecnologia: dalla piattaforma MicrosoftTeams, dove si terrà l’evento, fino alla diretta sulla pagina Facebook dell’iniziativa, accessibile con un link anche dalla pagina dell’Università.
Le letture dantesche saranno introdotte dal professore dell’ateneo pisano Alberto Casadei, in rappresentanza dell’Adi, ed accompagnate dalla DanTaranta di Lorenzo Monteforte, che unisce i versi danteschi alla pizzica salentina. «All’inizio era tutto dal vivo - spiega Vito Portagnuolo, studente dell’ateneo e tra gli organizzatori del progetto -. Poi l’emergenza sanitaria ha reso necessaria la trasformazione in un evento telematico. Abbiamo scelto di cominciare alle 18 perché proprio questa è l’ora simbolica in cui ebbe inizio il viaggio ultraterreno di Dante. Ma in questi giorni, alla stessa ora, arriva anche il bollettino della Protezione Civile con le vittime del coronavirus. Ora leggere insieme Dante significa mantenere viva la fiamma dell’umanità anche nell’Inferno». E l’iniziativa, che anticipa di un anno le celebrazioni ufficiali, ha già raccolto sui social decine e decine di adesioni. «I numeri dei partecipanti sono tanti, più di quanto mi aspettassi», racconta Leonardo Canova, dottorando dell’ateneo pisano ed organizzatore dell’evento. «Vogliamo mostrare che il mondo accademico sta continuando a lavorare e fare ricerca nonostante la difficile situazione. Dante, che con ogni probabilità è stato a Pisa, è ormai un simbolo nazionale, un’icona “pop” se vogliamo, capace di unirci anche in questo momento». —
sara venchiarutti
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