Il dolore
Librerie chiuse per il coronavirus? Tranquilli, a Pisa ci pensa il corriere
Gli esercenti della città e della provincia si organizzano: triplicati gli ordini online
PISA. Un libro può essere la migliore compagnia per chi è costretto a stare da solo in questi giorni di “quarantena sociale”, ma anche un buon diversivo quando si è in famiglia. Purtroppo, però, proprio in questo periodo in cui sarebbero più preziosi del solito, i libri non si possono comprare con le consuete e comode modalità, visto che le librerie sono forzatamente chiuse. Il danno per chi ci lavora è enorme, ma in qualche modo può essere attutito grazie alle consegne online. Che vanno alla grande: «In questi giorni il volume dell’usato è triplicato – dice Giangi Marrali, direttore del Libraccio in via del Carmine, un punto vendita forte di circa 25mila volumi –. I clienti fanno le ordinazioni sul sito libraccio.it che la notte ci trasmette gli ordini, la mattina prepariamo i libri e a mezzogiorno passa il corriere».
Con un paradosso: trattandosi di un sito nazionale, il libro ordinato magari da chi abita o lavora al civico accanto, o al piano di sopra, viene portato a Milano, e da lì smistato, rimesso in strada e consegnato al cliente. Ma è sempre meglio che non averlo… «E i costi sono bassi, anzi oltre una certa cifra la consegna è gratuita» dice Marrali.
L’ordine online è una pratica alla quale anche le altre catene nazionali aderiscono da tempo, ma anche altre librerie locali ora si sono organizzate in autonomia con corrieri privati: di alcune di esse abbiamo già riferito nei giorni scorsi, come la Civico 14, in via Maiorca a Marina, gestita da Sara Armani e da Mariangela Mori, la Ghibellina in Borgo Stretto, la Fogola in corso Italia, “Gli anni in tasca” in lungarno Pacinotti: quasi tutte le librerie pisane hanno un’email, un sito, una pagina Internet o Facebook, un numero di telefono a cui rivolgersi sia per un ordine, sia per un consiglio.
«Le librerie sono una parte essenziale della vita economica e culturale delle nostre città e in particolare a Pisa e gli effetti del Covid-19 sulla cultura sono altrettanto devastanti che sul turismo e sul commercio di altro tipo – dice il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli –. Tra le tante attività chiuse per decreto a causa del Covid-19 ci sono purtroppo anche le librerie, un patrimonio di esercizi e di conoscenza che in particolare a Pisa vanta una diffusione record. In un fazzoletto di territorio, parliamo di una trentina di librerie tra indipendenti e catene e specializzate, con un indotto di lavoratori tra le 75 e le 80 persone. E la chiusura da coronavirus mette seriamente a rischio questa fondamentale tipologia di attività commerciale ad altissimo valore culturale. La provincia di Pisa è dodicesima in Italia per numero di librerie, un dato che, insieme ad altri, attesta l'alta qualità della vita che si vive da queste parti. Sosteniamo senza se e senza ma le librerie e gli esercizi specializzati». —
Antonio Scuglia
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