Il Tirreno

Pisa

vitesco Technologies 

Tra nuova organizzazione dei turni e sanificazioni

D.R.

Agli stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado vengono per il momento assicurati i livelli minimi di produzione per rispondere alle commesse 

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fauglia

«Fino a quando ci saranno le condizioni per lavorare in sicurezza, la produzione andrà avanti, seppur in maniera limitata».

Un’organizzazione del lavoro completamente rivoluzionata, l’attivazione della cassa integrazione straordinaria e un controllo da parte dei rappresentanti dei lavoratori sul rispetto di tutte le prescrizioni e le misure messe in campo continueranno ad assicurare i livelli minimi di produzione della Vitesco Technologies.

Nei giorni scorsi, anche su spinta degli operai, i delegati sindacali degli stabilimenti di Fauglia e di San Piero a Grado della società attiva nella progettazione e produzione di iniettori hanno raggiunto un accordo per mettere in pratica tutti gli accorgimenti per prevenire eventuali contagi da coronavirus. Sanificazione degli ambienti lavorativi, una nuova organizzazione del lavoro che ha spalmato su più turni la produzione e la richiesta di attivazione della cassa integrazione straordinaria a rotazione per coprire le ore non lavorate permettono alla società di mantenere accesi i macchinari e rispondere alle richieste di forniture che provengono soprattutto dalle multinazionali automobilistiche attive in Turchia, Corea e Stati Uniti.

La maggior parte del personale amministrativo ed impiegatizio prosegue le sue attività da casa grazie all’attivazione dello smart working. I delegati sindacali della Fiom si sono impegnati, su turni, a verificare l’attuazione di tutte le misure messe in campo e il rispetto di tutte le prescrizioni contenute nei decreti governativi emanati per la lotta alla diffusione del coronavirus.

«Se i punti non saranno rispettati o l’organizzazione del lavoro mostrerà qualche crepa, siamo pronti a bloccare la produzione», dicono i rappresentanti dei lavoratori. Blocco già concretizzato lunedì scorso, dopo due giorni di stop alla produzione per permettere la sanificazione degli ambienti lavorativi, in attesa di praticare tutte le misure concordate.

La Vitesco Technologies è stata una delle prime aziende del territorio pisano a subire le conseguenze della diffusione dell’epidemia e della crisi economica e produttiva che l’emergenza sanitaria rischia di alimentare. Il boom di contagi che lo scorso febbraio si è verificato in Cina, ha costretto lo stabilimento di Fauglia della multinazionale ad interrompere la produzione di un particolare iniettore che alimentava la sussistenza della fabbrica della General Motors attiva a Wuhan, la metropoli diventata l’epicentro dell’epidemia. Uno stop che ha costretto l’azienda a riorganizzare le lavorazioni e ad interrompere il rapporto con 32 lavoratori in somministrazione. —

D.R.

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