Il Tirreno

Pisa

È diventata una trincea quotidiana: verso lo sciopero nei supermercati

Danilo Renzullo
È diventata una trincea quotidiana: verso lo sciopero nei supermercati

I sindacati: «La disomogeneità nelle aperture della grande distribuzione crea sovraffollamenti e rischi per i dipendenti»

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In trincea. Per far fronte a turni diventati nelle ultime settimane massacranti e a mansioni raddoppiate per assicurare un servizio di pubblica utilità. Giorni feriali e festivi. Nonostante l’emergenza sanitaria, per i lavoratori del commercio e della grande distribuzione organizzata non esiste distinzione. Né una regolamentazione che disciplini gli orari e i giorni di apertura. Decisioni lasciate alle singole aziende che rischiano di alimentare sovraffollamenti e tensioni, ma soprattutto di non poter assicurare il rispetto delle norme contenute nei decreti governativi per limitare il diffondersi del coronavirus.

I lavoratori si dicono pronti a mobilitarsi e ad incrociare le braccia. Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori della grande distribuzione organizzata prevedendo un pacchetto di 16 ore di sciopero da concretizzare in caso di mancate risposte. I sindacati chiedono la chiusura domenicale dei supermercati e la cessazione delle attività nei giorni feriali alle 19.

«Con l’aumento dei casi di contagio è indispensabile rivedere gli orari di apertura degli esercizi commerciali che sono rimasti i luoghi di maggiore esposizione, in cui quotidianamente si riversano centinaia e centinaia di persone, ma nonostante le numerose richieste e sollecitazioni fatte dai sindacati al presidente del Consiglio, ai sindaci, ai presidenti delle Province e alle prefetture, si è lasciata la decisione al libero arbitrio delle aziende», sottolineano i rappresentanti dei lavoratori.

Nell’ultima ordinanza, il governo ha previsto l’apertura anche il sabato e la domenica dei supermercati e dei negozi che vendono alimentari, lasciando agli enti territoriali e alle singole società la facoltà di rimodulare orari e giorni di attività. «Ci saranno imprese che rimarranno chiuse la domenica ed altre no seppur, in alcuni casi, limitando l’orario di apertura – proseguono i sindacati –. Questa disomogeneità creerà un sovraffollamento nei punti vendita aperti mettendo a rischio la salute dei lavoratori e dei clienti. La situazione nei supermercati è diventata insostenibile, anche da un punto di vista psicologico. I lavoratori si sentono costantemente a rischio contagio, ma nonostante ciò continuano con abnegazione e sacrificio a fornire un servizio che fino a pochi giorni fa non era considerato essenziale. Anche sul territorio pisano siamo pronti alla mobilitazione – continuano Filcams-Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs – per lanciare un messaggio chiaro: la priorità non è il profitto, ma la tutela della salute dei lavoratori e della collettività».

Un appello che i sindacati lanciano per l’ennesima volta alle istituzioni, ma anche ai consumatori: «Bisogna attenersi ad una modalità di consumo responsabile, occorre evitare gli assembramenti, rispettare il distanziamento sociale e ottimizzare gli acquisti». —

Danilo Renzullo

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