La manifestazione
Troppi da intubare, chiuso il pronto soccorso
Quattro pazienti contagiati sono gravi e sono stati lasciati nell’area emergenza in attesa di un posto letto nelle rianimazioni
PONTEDERA
«Il pronto soccorso del Lotti è chiuso». Siamo in piena emergenza coronavirus e le cattive notizie sono sempre dietro l’angolo. Quella che riguarda il pronto soccorso dell’ospedale di Pontedera arriva dopo una settimana in cui la situazione sembrava tale da poter reggere l’onda d’urto del coronavirus, attesa in Toscana in modo particolare per i prossimi giorni. Per i pazienti Covid-19 impegnativi ma non da rianimazione era stato aperto il reparto “bolla” che si apprestava a lavorare, anche se costretto a navigare a vista per la cronica mancanza dei dispositivi di protezione individuale. Il reparto di rianimazione con la terapia intensiva aveva posti ancora disponibili. Ma nel giro di poche ore gli scenari sono cambiati.
In una sola notte arrivano al pronto soccorso quattro pazienti Covid e uno, che abita a Castelnuovo Valdicecina, viene dirottato altrove. In una manciata di ore cambia la prospettiva. I posti nella rianimazione sono al completo e due pazienti hanno bisogno di essere intubati. Sono gravi, non respirano in maniera autonoma. Restano nel pronto soccorso in attesa che si liberi un posto in un ospedale. Non è finita. Se ne aggiungono altri due, ancora loro intubati. I medici e il direttore del presidio, valutata la situazione, decidono di chiudere il pronto soccorso almeno per le attività ordinarie. Potrà accogliere solo gravi emergenze legate all’infezione. Poche le spiegazioni date ai cittadini che lo apprendono quando si rivolgono al pronto soccorso in seguito a incidenti domestici o a malori. La voce corre veloce, la gente si preoccupa.
La spiegazione è legata all’organizzazione che l’ospedale si è dato dopo l’emergenza coronavirus. Nelle stanze del pronto soccorso sono stati ricoverati quattro pazienti risultati positivi al Covid, le cui condizioni si sono aggravate nel giro di poche ore, tanto da avere bisogno di essere intubati e aiutati a respirare. Per non fare correre inutili rischi di contagio a chi arriva e ha bisogno di essere soccorso è stato deciso di chiudere gli accessi all’area dell’emergenza urgenza. In giornata si apprende che anche le associazioni di volontariato sul territorio hanno ricevuto comunicazioni sulla chiusura già dalle 8 di ieri. Le ambulanze vengono dirottate a Cisanello.
L’Asl Toscana Nord Ovest, intanto, in questi giorni, ha chiesto ai medici chirurghi dei vari reparti se in seguito alla sospensione delle attività programmate erano disponibili a lavorare al pronto soccorso. La risposta è stata compatta. Sono giorni difficili, molte situazioni vengono gestiste giorno per giorno, c’è bisogno dell’aiuto di tutti. –
SABRINA CHIELLINI
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