Il Tirreno

Pisa

il fronte del dolore 

Sei decessi in un giorno in ospedali diversi Ora sono dieci i pazienti morti in provincia

Pietro Barghigiani

Un’anziana spirata disse al Tirreno l’11 marzo: «Mio marito è in ospedale, ho la febbre a 39 e sono pronta al ricovero»

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pisa

Una progressione che sgomenta. E il conto dei decessi rischia di essere d’ora in vanti sempre più provvisorio e doloroso nel corso delle 24 ore in cui le speranze di alcuni diventano le sentenze per altri. Ieri in ospedali diversi ci sono stati almeno sei pazienti morti. Tutti accomunati dalla positività al coronavirus. Se e quanto la malattia abbia influito nel decesso è un quesito affidato all’istituto Spallanzani. Il dato certo è il ricovero, il contagio e la morte. Non tutti avevano patologie pregresse significative.

Un caso è avvenuto a Pistoia, ma la persona scomparsa era originaria di Pontedera.

Per ora la triste contabilità assegna alla provincia di Pisa dieci decessi, parte dei quali in fase di valutazione sull’aspetto dell’incidenza del coronavirus. A Cisanello tre uomini, pensionati in avanti con gli anni, si sono arresi ieri mattina. Sempre ieri sono venute a mancare anche tre donne, una delle quali è spirata a Pistoia. Si chiamava Emilia Lotti, aveva 84 anni ed era nata a Pontedera. Le altre compagne di una sorte malevola sono Fernanda Giometti, 78 anni, di Pisa, ricoverata a Cisanello e Anna Guiggi, 75 anni, di Peccioli, da diversi giorni al San Luca di Lucca. Con la signora Giometti il Tirreno aveva parlato mercoledì 11 marzo. Il marito, coetaneo, era stato ricoverato in gravi condizioni.

E lei, in casa, positiva e con la febbre a 39 era in attesa dell’arrivo dell’ambulanza per essere presa in cura dai medici. «Ho già preparato la borsa, così quando mi vengono a prendere sono già pronta» aveva confidato al cronista la signora che abitava in un condominio a Cisanello. Pensava al marito, con seri problemi di salute, e dalla voce non traspariva una sofferenza particolare. Era serena nell’affrontare una prova che all’apparenza non sembrava scoraggiarla. La sua preoccupazione era per il compagno di una vita finito in terapia intensiva dopo un malore che lo avevo colpito appena uscito dal bagno. In ospedale era risultato positivo al coronavirus. Il Tirreno glielo aveva chiesto: È pronta per il ricovero? «Sì, ho fatto la valigia con le cose necessarie per stare in ospedale. Me lo aspetto». Della coppia è stato il marito, entrato in ospedale per primo, a sopravviverle. Che ancora non sa della perdita della moglie.

Nel tardo pomeriggio è stato il sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni a confermare la notizia della morte all’ospedale di Lucca di Anna Guiggi, 75 anni.

«Purtroppo è successo quello che non avremmo mai voluto accadesse, a causa del coronavirus è venuta a mancare la nostra compaesana Anna Guiggi – afferma –. Per prima cosa alla famiglia, agli amici vanno le condoglianze mie personali dell’amministrazione e sono convinto di tutti i nostri concittadini che in apprensione hanno seguito la vicenda. Questo evento, non auspicabile ma prevedibile che ci regala un triste primato nella nostra zona, ci deve portare a riflettere che, se vogliamo rendere onore alla scomparsa, il modo migliore è di ottemperare in pieno alle direttive delle autorità. Anche perché è possibilissimo che altri casi di infezione si possano verificare, stando alle previsioni che individuano nei prossimi giorni un possibile picco della diffusione del virus. Tutti i nostri territori purtroppo si trovano nella stessa condizione, nessuno escluso». Per Macelloni è un conforto sapere che le persone che hanno avuto contatti con la signora stanno tutti bene. «In una comunità come la nostra il senso di perdita appare senza dubbio più profondo e inaccettabile, ma anche il bello e la certezza di sentirsi comunità e in forza di ciò più resiliente» conclude. Oggi inizia un’altra giornata di attesa per l’ennesimo bollettino di lutti. —

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di Redazione web