Gioco
Ancora braccia incrociate e rifiuti in strada poi nel pomeriggio l’intesa con l’azienda
Lo sciopero inaugurato giovedì dai dipendenti del cantiere di Navacchio si è esteso ieri mattina al deposito di Ospedaletto
la protesta
Braccia incrociate e rifiuti in strada. È durata un giorno e mezzo, ma non è escluso che possa avere strascichi nei prossimi giorni, la protesta degli operatori di Geofor contro la mancata distribuzione dei dispositivi di protezione adatti a prevenire eventuali contagi da coronavirus, rientrata nel pomeriggio di ieri grazie ad un'intesa tra l'azienda e i sindacati che sono riuscite a strappare l'impegno della società a spiegare ai lavoratori, attraverso una direttiva, le misure intraprese e quelle che saranno messe in campo per fronteggiare l'emergenza sanitaria.
Uno sciopero inaugurato giovedì scorso dai dipendenti Geofor del cantiere di Navacchio che ieri si è esteso al deposito di Ospedaletto paralizzando le operazioni di raccolta dei rifiuti a Pisa, Cascina, San Giuliano Terme, Vecchiano, Calci e Vicopisano. Il servizio è ripartito ieri pomeriggio nel cantiere di Navacchio dopo una diffida della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero. A Pisa dovrebbe riprendere oggi, ma l'emergenza ha portato a rimodulare il servizio con l'interruzione del ritiro della carta e del multimateriale per l'indisponibilità dei consorzi nazionali a ricevere materiale riciclabile.
«Il nostro è un lavoro di pubblica utilità, ma chiediamo di poter operare in sicurezza», dicono alcuni dei lavoratori che sono rimasti in presidio, mantenendo le distanze di sicurezza, per l'intero orario di lavoro. Gli operatori rivendicano la distribuzione di guanti, mascherine e gel disinfettanti. Distribuzione iniziata già nei giorni scorsi, ma secondo i lavoratori le mascherine fornite dall'azienda non sono adatte a prevenire eventuali contagi. Secondo l'azienda, sono invece state distribuite quelle con le caratteristiche indicate dalla protezione civile. Oltre alla fornitura di guanti e mascherine, gli operatori chiedono la sanificazione giornaliera dei mezzi e un aumento dei lavaggi degli indumenti di lavoro. «Geofor ha chiesto di far rientrare la protesta per assicurare il servizio – sottolineano i sindacati –. Occorre però far chiarezza: la società deve spiegare ai lavoratori quello che è stato fatto e sarà fatto per evitare contagi mettendo per iscritto tutte le disposizione e le misure messe in campo. Chiarezza che fino ad oggi è mancata. Abbiamo inoltre chiesto di usare tutte le attrezzature già presenti, a partire dagli occhiali protettivi, e di avviare l'iter per l'attivazione della cassa integrazione e di rimodulare il servizio per ridurre l'impiego dei lavoratori».
Rimodulazione che partirà da oggi con la sospensione della raccolta dei rifiuti riciclabili. «Le piattaforme di riciclaggio dei consorzi nazionali – informa Geofor – non riceveranno rifiuti riciclabili a causa dei restringimenti derivanti dall'emergenza coronavirus. Sarà quindi sospesa la raccolta differenziata del multimateriale e della carta. Ciò consentirà di ridurre il dispiegamento di manodopera e limitare gli spostamenti delle persone. Geofor ha potenziato le dotazioni di sicurezza per i propri lavoratori che ha consentito la ripresa delle attività del cantiere di Navacchio, conseguita anche grazie all'impegno della Prefettura. Le dotazioni di sicurezza individuale – prosegue Geofor – saranno ulteriormente potenziate nei prossimi giorni. L'azienda agirà inoltre per adottare i provvedimenti emergenziali di massima tutela dei propri dipendenti anche con il ricorso alla cassa integrazione e agli ammortizzatori sociali».
La società ha anche presentato denuncia per il furto di alcune centinaia di mascherine che si è consumato nei magazzini di Pontedera, dove è stato sottratto un ingente quantitativo di mascherine di tipo filtrante Ffp2 e Ffp3, considerate tra le più efficaci. —
Danilo Renzullo
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