Niente mascherine e tute monouso, in sciopero i dipendenti di Geofor
Salta la raccolta dei rifiuti in alcuni comuni dell’area pisana. Oggi il bis se non arriva il materiale anti-contagio
CASCINA
Niente mascherine, guanti e tute monouso. Nessun elemento per provare a garantirsi la sicurezza in questo tremendo periodo di emergenza da coronavirus. Per questo i lavoratori addetti alla raccolta porta a porta dei rifiuti hanno scioperato ieri mattina e minacciano di farlo anche oggi. «Almeno fino a quando non ci daranno quello che abbiamo chiesto. Che in realtà è ciò che è stato indicato dal governo», dice Davide Banti, sindacalista dei Cobas e dipendente di Geofor in forza al cantiere di Navacchio dove ieri mattina è andato in scena un film dal finale scontato, visto che, a detta dei rappresentanti dei lavoratori, la protesta era annunciata.
«Mercoledì abbiamo fatto una riunione in videoconferenza – ha detto Sandro Giacomelli, coordinatore provinciale dei Cobas – in cui l’azienda ci aveva detto di avere a disposizione 150 mascherine in totale. Il problema si sarebbe presentato il giorno successivo».
E così è stato. I lavoratori del turno di mattina si sono presentati al lavoro come sempre. Ma lo stop al ritiro dell’indifferenziata era nell’aria. E così è stato anche nel pomeriggio. «Da mesi chiediamo provvedimenti – sottolinea Massimiliano Zandonà dell’Usb, anche lui dipendente Geofor –. Ma ancora non abbiamo visto segnali di cambiamento. L’azienda ha preso solo il provvedimento di scaglionare gli ingressi e di igienizzare i mezzi una sola volta. In pratica, stiamo lavorando da due mesi senza precauzioni. Abbiamo fatto richieste ufficiali di essere forniti di mascherine, guanti e tute monouso. Li abbiamo diffidati dal proseguire su questa strada. Ma non ci sono state risposte tangibili. Anzi. Un dirigente si è presentato dicendoci che avremmo pagato questo nostro atteggiamento».
Sul piazzale del cantiere di Navacchio i lavoratori in tuta arancione si mantengono a distanza di sicurezza sotto il sole. Sono tutti ex dipendenti di Avr, la ditta che ha gestito l’appalto per la raccolta dell’indifferenziata fino a poco tempo fa. Poi, a gennaio, Geofor si è presa di nuovo in carico il servizio assumendo i lavoratori. Ma ora i dipendenti di Geofor sono alle prese con un problema ben più grave della precarietà, la sicurezza per la loro salute. «Chiediamo provvedimenti minimi – dice ancora Zandonà – che possono essere presi in breve tempo».
E le ripercussioni sui cittadini non sono state di poco conto, con Geofor che si è scusata con amministrazioni comunale e famiglie, criticando la protesta dei lavoratori: «Lo sciopero ha procurato gravi disagi alla popolazione, perché è avvenuto senza preavviso e senza alcun giustificato motivo, senza consentire all’azienda di adottare misure adeguate per poter eseguire regolarmente le ordinarie attività. Pur comprendendo la preoccupazione dei lavoratori, Geofor ribadisce di aver operato nel pieno rispetto di tutti i protocolli, delle disposizioni e delle regole comportamentali emanate dalle competenti autorità, e di aver provveduto a garantire la massima prevenzione della salute e della sicurezza dei lavoratori. Nell’ambito di un confronto permanente con le organizzazioni sindacali e la Rsu, sono state affrontate anche possibili ulteriori iniziative per rafforzare i già esistenti presidi di sicurezza, cui Geofor si è adeguata. Nulla lasciava presagire la fermata, con il danno che ne è venuto al territorio e ai comuni. Di quanto avvenuto Geofor ha dato comunicazione alla prefettura e alle competenti autorità. Invitiamo i sindacati e i lavoratori a compiere responsabilmente il servizio pubblico di igiene urbana, nel rispetto delle norme di sicurezza impartite dalle autorità e dall’azienda, evitando comportamenti inconsulti e irrazionali che danneggiano la comunità servita, l’azienda e gli stessi lavoratori».
La speranza è che stamani qualcosa si muova, perché altrimenti si prospetta un altro giorno di sacchi della spazzatura lasciati a bordo strada. I lavoratori sembrano decisi ad andare avanti. Stamani si presenteranno al lavoro come sempre. Prenderanno servizio e valuteranno la situazione. Se il materiale anti-contagio sarà arrivato, bene. Altrimenti rimarranno nel cantiere come stamani, senza raccogliere i sacchi della spazzatura. –
Andreas Quirici
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