Il Tirreno

Pisa

il Covid-19 in corsia 

Medico e infermiere in rianimazione

S.C.
Medico e infermiere in rianimazione

Nel solo reparto di cardiologia dell’ospedale di Cisanello sono stati registrati ben cinque operatori positivi

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pisa

Sono cinque gli infermieri trovati positivi al Covid-19 nel solo reparto di cardiologia dell’ospedale di Cisanello. Non passa giorno senza che tra gli operatori si diffonda l’ansia di essere stato contagiato. Un pesante conto a cui si aggiungono un medico e un infermiere, entrambi cinquantenni, ricoverati da giorni nel reparto di rianimazione.

È una battaglia che non può fermarsi quella che il sindacato Nursind, insieme a quelli dei medici, sta portando avanti per affermare l’assoluta necessità dei dispositivi di protezione. Inizialmente, l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana e l’Asl Toscana Nord Ovest avevano promesso mascherine e altri dispositivi che invece continuano ad arrivare con il contagocce. La Regione, accogliendo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha previsto l’utilizzo di mascherine filtranti FFP2 e FFP3 quando gli operatori devono trattare pazienti positivi al Covid e per gli operatori che fanno i tamponi. Per tutte le altre operazioni, oltre alla distanza sociale, possono essere utilizzate quelle di tipo chirurgico, come quelle che la Regione sta fornendo in questi giorni e che sono “autoprodotte” in Toscana. La tensione è palpabile, il Nursind si confronta ogni giorno con la direzione aziendale e si aprono spiragli di collaborazione. Ieri mattina, Daniele Carbocci, segretario provinciale del Nursind, si è lasciato andare ad un amaro sfogo. «Vediamo dirigenti delle strutture aziendali preposte alla gestione del rischio che girano con le maschere FFP3 dove non ce n’è bisogno e intimano agli infermieri di usare mascherine non idonee per assistere pazienti positivi al Covid-19 presenti in ogni reparto delle due aziende. Ormai sappiamo benissimo quanti asintomatici positivi ci siano. E ci rendiamo conto di quanto il problema sia sottovalutato». Uno sfogo arrivato dopo un giorno molto duro. «Sappiamo del collega di turno positivo al Covid-19, a casa con la febbre, la tosse, che è dovuto correre in pronto soccorso per l’inizio di difficoltà respiratorie preoccupanti. Oggi riceviamo da quegli stessi colleghi la notizia che il collega di turno è intubato in rianimazione», aggiunge Carbocci. Non è più il tempo dell’attesa. Ogni giorno i casi aumentano. Ieri anche Pisa ha aperto il reparto Covid-19 nell’edificio 30. «A distanza di un mese, i pazienti Covid positivi “usciranno” dai reparti dove gli infermieri sono più protetti, per iniziare a popolare un’area in cui di protezioni gli infermieri ne avranno poche. E si continua a dire che tanto basta la mascherina chirurgica. No, è dimostrato dai fatti, dai tanti che si sono infettati nelle due aziende: la mascherina chirurgica non basta». —S.C.

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