Attenzione
Il sindaco: ora la preoccupazione è doppia
«Nell’immediato per l’emergenza sanitaria, dopo per la ripresa economica. Il governo coinvolga le fondazioni bancarie»
PISA
«La situazione è molto complessa. Anzitutto, nell’immediato, per l’emergenza sanitaria. Speriamo che il picco sia una collinetta e non una vetta dolomitica. Ma sono preoccupato anche per gli aspetti economici, per quello che sarà, quando sarà, il dopo emergenza», dice il sindaco Michele Conti dal suo ufficio di Palazzo Gambacorti dove si è letto attentamente il decreto “Cura Italia”.
Sindaco, come vede ora la sua Pisa?
«Spettrale. Si vede solo gente andare avanti e indietro con le buste della spesa. Mi fa piangere il cuore».
Cosa vi dite nelle telefonate con le altre istituzioni?
«Qualche giorno fa ho chiamato l’arcivescovo Benotto. Mi ha detto che prega per la città. Ci siamo scambiati un po’ di idee. Siamo davanti ad un doppio binario complesso. Per la parte sanitaria, ci affidiamo agli esperti. Per le conseguenze economiche resto molto perplesso».
Non la convincono gli aiuti del governo?
«No, e senza fare paragoni tra i 25 miliardi italiani e gli oltre 500 della Germania. Temo una debacle alla fine dell’emergenza sanitaria. Il decreto del governo mi sembra vuoto, le partite iva non sono tutelate, così come le attività commerciali. Con queste misure, sicuramente insufficienti, non so come l’economia potrà ripartire. Non penso a me, ma una persona che ha un bar o qualcosa di simile, e 2-3mila euro sul suo conto, come farà?».
Che segnali le arrivano dalle categorie più in difficoltà?
«Mi sono confrontato anche con don Morelli, direttore della Caritas. Chi abita nelle case popolari e fa lavoretti saltuari è in una situazione ancora più difficile: nessuno li chiama più e si asciugano le fonti di reddito. Penseremo ad un sistema di voucher per i casi più complicati, tenendo conto di quelle che sono essere le nostre reali possibilità».
Cosa suggerirebbe o chiederebbe al governo?
«Al governo faccio un appello: coinvolga le fondazioni bancarie. Hanno liquidità che, in questo periodo difficile, devono essere messe a disposizione della comunità. Sono stati i cittadini, con i loro versamenti alle banche, a creare negli anni quelle risorse. È il momento di tornare al punto di partenza».
I pisani, secondo lei, come si stanno comportando in questa fase? Rispettano il decreto?
«Gli anziani sono i più indisciplinati. Queste code alle Poste non le capisco. La proroga delle scadenze dei documenti ha alleggerito le file all’Anagrafe. Vedo in giro ancora un po’ di gente che corre. Ribadisco l’appello a stare a casa e ad uscire solo per cose di prima necessità».
Lei si era rivolto alle forze dell’ordine perché aumentassero i controlli nei confronti degli sbandati che ancora si vedono soprattutto in centro...
«Bisogna continuare. Nel frattempo abbiamo potenziato le strutture per i senzatetto. Nel decreto del governo si parla anche di “svuota carceri”: non mi sembra il momento opportuno».
Ha intenzione di prendere ulteriori decisioni restrittive nei prossimi giorni?
«C’è chi mi chiede di intervenire ancora con ordinanze, ma vorrei evitare. Comunque intensificheremo il presidio di alcune zone per scongiurare assembramenti o uscite non motivate». —
francesco loi
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