Sicurezza
Giro di vite contro gli assembramenti dagli spacciatori ai ragazzini al parco
I carabinieri dall’entrata in vigore del decreto hanno denunciato 115 persone. Un senzatetto: «Non sappiamo dove andare»
PISA. C’è una trasgressione che arruola sullo stesso fronte mamme e nonni con nipotini al seguito e gruppuscoli di spacciatori all’apparenza disoccupati per carenza di clienti. Nessuno ha ancora capito quanto sia importante rispettare il divieto di stare in strada in assenza di motivi validi. Che non sono quelli di prendere una boccata d’aria perché in casa ci si annoia. Con le forze dell’ordine che ormai si dedicano quasi esclusivamente a sciogliere assembramenti segnalati da vicini o residenti lesti a telefonare per denunciare capannelli sospetti. Che siano pusher in attesa di smerciare droga o nonni che portano al parco i nipotini non fa differenza. Anche ieri pomeriggio polizia e carabinieri hanno ricevuto numerose telefonate tra Pisa e provincia. Non dovevano verificare persone sospette che si muovevano da aspiranti ladri. No. Erano ragazzini in un parco giochi. Quello di Gagno in particolare. O i soliti volti noti nordafricani che si spostavano in centro e venivano controllati anche più di una volta.
La stretta imposta dal Viminale si è vista nei suoi effetti più evidenti ieri mattina. Municipale e Guardia di finanza insieme alle volanti e alle pattuglie dell’Arma hanno costellato la città di posti di controllo. Dall’aeroporto a via Paparelli e piazza Vittorio Emanuele e poi gli accertamenti su segnalazione. L’impressione, che poi a guardare il passeggio anche in Corso Italia diventa certezza, è che dopo una settimana di restrizioni la voglia di uscire di casa sia più forte del rischio contagio. E allora il prefetto Giuseppe Castaldo, recepite le disposizioni del ministero dell’Interno, ha dato un’ulteriore spinta alle verifiche in strada. Solo i carabinieri dal 9 marzo hanno denunciato 115 persone. Gente che non ha saputo giustificare con una ragione valida, tra quelle previste dal decreto, una presenza in strada che a ogni livello sanitario e di ordine pubblico viene sconsigliato nel modo più assoluto. Nell’applicazione della legge c’è anche chi è “costretto” a non rispetta il decreto . Sono i senzatetto. Nicola Corbo è uno di loro. In Corso Italia è stato fermato più volte. «Scrivetelo che non sappiamo dove andare – si sfoga con il Tirreno –. Le strutture sono aperte solo di notte. Il giorno non sappiamo dove andare». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
