Il Tirreno

Pisa

L'EMERGENZA CORONAVIRUS

Covid-19, sale a cinque il numero dei morti in provincia di Pisa

Pietro Barghigiani
Covid-19, sale a cinque il numero dei morti in provincia di Pisa

Per la prima volta nell’elenco compare una donna: è di Montopoli. Il figlio: contagiata in ospedale

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PISA. Il bollettino dei decessi di pazienti ricoverati con un’accertata positività al coronavirus  ha collezionato altri due nomi. Per la prima volta una donna compare nell’elenco. Si chiamava Graziella Gorini, aveva 69 anni, di Montopoli Valdarno e il decesso è avvenuto all’ospedale di Empoli. L’altro deceduto è Mario Mannucci, 78 anni, di Pisa, ferroviere in pensione. Nella tarda mattinata è morto nel reparto di pneumologia dove era ricoverato da giorni per una polmonite. Sottoposto a tampone appena arrivato a Cisanello, il pensionato era risultato positivo. Un concausa o un’accelerazione del quadro clinico nella sua involuzione fatale. Lo diranno gli accertamenti di laboratorio che dovranno essere validati dall’Istituto Spallanzani di Roma. Le certezze restano una condizione di salute precaria con problemi di salute non secondari.

Un contagio arrivato ad aggravare una situazione delicata e un decesso arrivato nella tarda mattinata quando l’ennesima crisi respiratoria non gli ha dato scampo. Vedovo e senza figli, Mannucci era nato a Pisa e fino alla pensione aveva lavorato come ferroviere. Viveva nel quartiere di Porta a Lucca. Nel tempo i malanni lo aveva debilitato e con l’arrivo dell’emergenza sanitaria le sue difese non sono state in grado di impedire al virus di annidarsi nei polmoni. Con le scomparse di Mannucci e Gorini il numero di chi ha condiviso ricovero, positività al virus e decesso sale a cinque. «Nonostante l’età non avanzata purtroppo mamma aveva diversi problemi di salute – spiega uno dei tre figli, Luca, nel 2009 candidato a sindaco a Montopoli, gli altri sono Emiliano e Simone –. Era in dialisi e questo virus non ci voleva. Lo ha preso in ospedale. Non ha avuto le forze per difendersi». La signora Gorini aveva lavorato come operaia calzaturiera e poi come operatrice sanitaria in una casa di cura per anziani. Un volto sereno, una presenza piacevole nella piccola frazione di Capanne.

Infine, crescono i positivi al coronavirus. Siamo a 146 persone che tra domicilio e ricovero ospedaliero sono en-trate a far parte della rete di cura a causa di un contagio di cui ancora non si intravede la fine e, soprattutto, si ignorano i tempi di un possibile vaccino. Il numero rispetto al report di mercoledì sale di 23 pazienti.

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