Tutto è cominciato con una gara di ballo: da 2 a 101 casi nel Pisano
I casi 1 e 2 del territorio pisano sono marito e moglie: lui imprenditore di 60 anni, lei una 65enne dipendente dell’Asl. Appassionati di ballo, avevano soggiornato all’hotel Astra di Ferrara dal 21 al 23 febbraio, dove era stato organizzato un evento internazionale: erano entrati in contatto con alcuni spagnoli risultati positivi al test
PISA. Tutto è cominciato per una gara di tango, dopo due settimane è impossibile ricostruire chi, cosa e perché. In 14 giorni i casi di coronavirus a Pisa e provincia sono passati da 2 a 101. Due settimane sono il periodo di quarantena individuato per contrastare il diffondersi del Covid-19. Un particolare che fa diventare questo arco di tempo così simbolico da permettere di stilare un bilancio. In questo periodo il nostro vivere quotidiano è cambiato, ma i numeri del contagio descrivono una curva (la rappresentazione grafica dei dati a cui tutti ci stiamo abituando) che sembra in linea con quello avvenuto in altre zone. Il che significa che non solo la trasmissione del virus si sta diffondendo, ma anche che il picco (altro termine tecnico ormai diventato comune) non è stato ancora raggiunto.
La data chiave è il 4 marzo. Già prima il virus cinese riempiva pagine del giornale, servizi televisivi, discorsi nelle case e dibattiti, spesso senza senso e fuori controllo, sui social. Codogno è vicina, ma appariva ancora lontana, anche se il contagio era già arrivato a pochi chilometri da qui. Ma i primi casi in Toscana erano a Pescia, non a Cascina, Volterra o nel capoluogo. Quel mercoledì di due settimane fa ha costretto tutti noi ad ammettere ciò che era inevitabile: il contagio si era diffuso anche qui, per la precisione a Pontedera. E il virus è arrivato nel modo più beffardo: per una gara di tango. I casi 1 e 2 del territorio pisano sono marito e moglie: lui imprenditore di 60 anni, lei una 65enne dipendente dell’Asl. Appassionati di ballo, avevano soggiornato all’hotel Astra di Ferrara dal 21 al 23 febbraio, dove era stato organizzato un evento internazionale di tango e dove erano entrati in contatto con alcuni spagnoli risultati positivi al test.
Purtroppo, è solo l’inizio. Il giorno dopo i casi diventano ufficialmente tre, ma in realtà sono otto. I quattro verranno censiti dalla Regione Toscana solo il giorno dopo e questo fa scoprire anche a noi giornalisti un particolare non da poco: i contagi divengono ufficiali solo dopo due giorni perché dopo un primo tampone positivo ne viene eseguito un altro che conferma o meno la malattia. E alcuni contagiati del 5 e del 6 marzo sono “pesanti. Anzitutto ci sono un 21enne, un 38enne e un 43enne, che dimostrano come il virus colpisca anche giovani e adulti. Poi c’è un docente di veterinaria: il Covid irrompe in un ateneo in cui le lezioni sono già sospese e che di lì a poco sarà del tutto chiuso.
Il 7 marzo comincia l’ultimo weekend prima della clausura imposta dal governo e nel nostro territorio si contano 11 casi che diventano 17 il giorno dopo, uno dei più tragici di questo periodo. Mentre i pisani passeggiano e continuano a frequentare bar, ristoranti e negozi per lo shopping, l’8 muore un pensionato 79enne che soffriva in precedenza di patologie cardio-vascolari. È il primo in Toscana e purtroppo non sarà l’ultimo. Il 9 marzo altri tre casi portano i contagi a 20 che diventano 31 il giorno dopo, il 10, primo giorno in cui entrano in vigore le misure del decreto “Italia protetta”.
I casi salgono a 34 il giorno dopo e rimangono uguali nella giornata successiva. Si tratta solo di una pausa: il 13 marzo arrivano a 51 e nei giorni successivi sono 62, 71, 78 e infine i 101 di ieri. Per oggi è attesa ancora una crescita come nei prossimi giorni. Gli studi dicono che in Toscana il picco arriverà tra il 25 e il 26 marzo, ma i modelli matematici rischiano di fallire anche perché in tanti non rispettano ancora l’obbligo di stare a casa. —
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