Toscana
Morto ex dipendente Asl, era in terapia intensiva. La figlia: "Lo ha ucciso il virus"
Pisa, ricoverata anche la moglie. Le figlie: «Babbo stava bene, ad ucciderlo è stato il virus. Aveva febbre e non respirava»
PISA. Lui, il marito, ricoverato da venerdì in terapia intensiva, è morto alle 2 di ieri mattina. Lei, la moglie, si trova nel reparto di malattie infettive da venerdì notte. «È stato il coronavirus» ripetono con la voce segnata dal pianto le due figlie di Vincenzo Mellace, 87 anni, origini calabresi, residente a Pisa da decenni. Ex operatore della vigilanza sanitaria dell’Asl, in pensione dal 1998, Mellace viveva al Cep. Conosciutissimo in città non solo per il suo lavoro, era uno dei clienti fissi e storici del bar Enrico sull’Aurelia. Mellace aveva iniziato a sentirsi male domenica 8 marzo. La moglie lo aveva anticipato giovedì 5 con quei malesseri che possono essere scambiati sintomi per influenzali. Non era così per la coppia che venerdì 13, a distanza di poche ore l’uno dall’altra, si è ritrovata a Cisanello, anche se in reparti diversi. Entrambi positivi al tampone dopo diversi giorni in cui la febbre saliva e scendeva. L’87enne era passato dal pronto soccorso, dove era rimasto in isolamento, alla terapia intensiva. La moglie direttamente in malattie infettive. Si difende, ma gli acciacchi di una salute malferma non aiutano.
Le figlie Sabrina e Sandra sono in quarantena. Alle 2 di ieri mattina la telefonata che ha spezzato ogni speranza. «Nostro padre stava bene di salute, a parte una forma di diabete non grave – spiega Sabrina –. Da giovedì 5 a domenica 8, quando è rimasto in casa, è uscito per i suoi giri al bar e altre piccole cose. Lui e la mamma non stavano bene. Alla fine venerdì mattina è stato lui stesso a chiamare il medico di famiglia. Si è presentata una sostituta e dalla misurazione dell’ossigeno nel sangue è emerso che ce n’erano davvero poco. Gli hanno messo le bombole di ossigeno e lo hanno portato al pronto soccorso. È stato in isolamento al pronto soccorso, poi ventilato con il casco e intubato in terapia intensiva».
Sistemato il papà, si è aperto l’altro fronte, quello della mamma. Nel corso della giornata si è sentita male. E la risposta a un aggravamento pericoloso è stato il ricovero avvenuto nella notte verso le 3. «È stato tutto così veloce, incredibile – prosegue la figlia Sabrina –. È stato quel virus a ucciderlo. E pensare che in ospedale era lui che si preoccupava e chiedeva notizie della mamma». Infine, l’ultimo dato sui positivi in provincia fornito dalla Regione passa da 71 a 78. Tra questi anche una donna di 48 anni di Santa Croce sull’Arno ricoverata in buone condizioni al San Giuseppe di Empoli.
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